Solare termodinamico: protocollo tra Anest e Legambiente

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Milano, 7 maggio 2014 – L’energia solare termodinamica (Concentrated Solar Power, CSP) rappresenta una tecnologia con importanti prospettive di sviluppo in Italia, perché può anche consentire lo storage termico e quindi di produrre energia elettrica anche in assenza del sole e anche contribuire al controllo della produzione elettrica da immettere in rete (oggi uno dei temi di particolare rilevanza) e può dunque contribuire a una transizione energetica in Italia sempre più incentrata sulle fonti rinnovabili per la produzione elettrica e termica. Inoltre, tra le diverse tecnologie di CSP, l’Italia è detentrice di alcune innovative, prima fra tutte quella denominata a Sali Fusi, che nasce all’interno dell’Enea sulla spinta del Prof. Carlo Rubbia, e il solare termodinamico potrebbe coprire una quota relativa al settore della produzione di elettricità dell’obiettivo al 2020 (circa 300-400 MW) di significativa importanza per le ricadute in termini di ricerca applicata, oltre che occupazionali e di opportunità per il territorio se correttamente integrate nell’ambiente e nel paesaggio.

Nasce in questo contesto il Protocollo d’intesa che ANEST e Legambiente sottoscrivono oggi alla presenza del Sottosegretario all’Ambiente on. Silvia Velo, nella cornice del Solarexpo.

“Il nostro Paese nel campo dell’energia solare termodinamica ha delle potenzialità e delle eccellenze che vanno non solo valorizzate, ma anche promosse e incentivate – sottolinea il Sottosegretario all’Ambiente, l’on. Silvia Velo -. Per questo sono convinta che il protocollo sottoscritto oggi da Anest e Legambiente rappresenti un’occasione di sviluppo per le imprese che aderiranno. Il nostro territorio consente una diffusione capillare della tecnologia CSP con interventi che, se eseguiti nel rispetto delle normative vigenti e nelle aree idonee, possono avere un basso impatto ambientale. Se le imprese sapranno investire in maniera intelligente attraverso impianti di solare termodinamico non solo ricaveranno profitti economici maggiori, ma anche l’ambiente ne trarrà uno straordinario beneficio.”

“La firma di questo accordo con Legambiente, che le imprese associate recepiranno su base volontaria, – afferma Gianluigi Angelantoni, Presidente di ANEST – vuole essere un segnale forte per quei territori dove sono previsti nuovi progetti di impianti che utilizzano la tecnologia del solare termodinamico. Impianti a fonte rinnovabile, previsti dalla normativa nazionale, che possono trovare per la loro dimensione e innovazione opposizione locale. L’accordo con Legambiente significa per noi presentarci nei contesti interessati a fianco di una delle più importanti associazioni ambientaliste italiane, e auspichiamo che, accanto a un processo di informazione trasparente e capillare, questo possa essere una garanzia per i cittadini che vi abitano”.

Ma quali sono i punti salienti di questo accordo?

Innanzitutto l’individuazione delle aree dove potranno sorgere i nuovi impianti: si escludono aree ambientalmente sensibili, come zone protette, zone umide, boschi, aree interessate da vincoli ambientali o paesaggistici. Ma anche aree agricole di pregio o territori interessati da insediamenti abitativi. Per la localizzazione dovranno essere condotti studi specifici che valutino l’uso dei terreni e l’impatto ambientale dei progetti, in particolare per quanto riguarda l’inserimento paesaggistico e i consumi idrici.

I progetti dovranno prevedere misure compensative alle sottrazioni di territorio attraverso opere di riqualificazione ambientale e la realizzazione di cavidotti interrati per il collegamento alle rete elettrica, in maniera da limitare l’impatto ambientale.

Infine si dovranno avviare delle iniziative di informazione e comunicazione trasparente alla popolazione per far conoscere la nuova tecnologia, il progetto dell’impianto e i ritorni economico-sociali del futuro insediamento produttivo. A tale riguardo Legambiente e ANEST si impegnano a definire di comune accordo iniziative di comunicazione ai cittadini.

“Il solare termodinamico – spiega Stefano Ciafani, Vice Presidente Nazionale di Legambiente – è una tecnologia con importanti prospettive di sviluppo proprio perché consente lo stoccaggio dell’energia prodotta dal sole. È evidente che i progetti devono essere sviluppati in territori idonei, a partire da aree dismesse o industriali, limitando al massimo l’impatto sul terreno e sul paesaggio. L’accordo con ANEST vuole contribuire allo sviluppo in Italia di questa tecnologia che se correttamente progettata può rappresentare una opportunità per i territori sia in termini occupazionali che energetici”.

ANEST si augura che la firma di questo accordo, e la presenza di Legambiente a fianco dei nuovi progetti di solare termodinamico, possa garantire il successo delle iniziative imprenditoriali che gli associati stanno sviluppando in diverse regioni italiane.

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