Pubblicato Il “mio” Tecnomasio

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Sesto San Giovanni (Milano), 3 maggio 2016 – Il Tecnomasio Italiano Brown Boveri è stato uno dei più prestigiosi marchi dell’industria elettromeccanica italiana del Novecento, protagonista del boom economico cui ha contribuito in modo determinante.

Alla storia di questa grande impresa ha dedicato un volume Carletto Calcia, che vi è entrato da giovane ingegnere nel 1951 e vi ha poi lavorato per 60 anni. L’aggettivo mio non deve trarre in inganno. Questa è sicuramente una storia personale: l’autore ci racconta come nell’arco di vari decenni il Tecnomasio gli abbia offerto l’opportunità di una fortunata carriera; ma, ancor prima, è una storia corale, arricchita dalle voci e dalle testimonianze di moltissimi colleghi e amici dell’autore, che con lui hanno condiviso impegni, sfide, momenti di svago, successi e anche delusioni.

“Passione, senso di appartenenza all’azienda e dedizione sono qualità che hanno contraddistinto le generazioni che si sono succedute al Tecnomasio – commenta Calcia – e che ben si coniugano con i valori su cui oggi si fonda il successo di ABB, che ne ha raccolto l’eredità nel 1988: responsabilità, rispetto, determinazione, innovazione tecnologica, capacità di integrazione e visione multiculturale”.

Questo libro riesce a essere qualcosa in più di una semplice memoria storica, di una narrazione aneddotica, di un trattato di management o di un’autobiografia. É un dosato mix di tutte queste anime. Un vademecum di saggezza con il pregio di saper declinare l’aggettivo mio in nostro. Nelle sue pagine si sente dunque pulsare la vita della grande industria.

Negli anni sono confluite nel gruppo ABB le esperienze e le competenze di molti dei più noti protagonisti del comparto elettromeccanico nazionale; importanti aziende che hanno fatto la storia industriale del Paese quali Ercole Marelli, SACE, Officine Adda, IEL, AnsaldoTrasformatori, Elsag Bailey e, appunto, Tecnomasio.

“Ho conosciuto l’ingegner Calcia molti anni fa – scrive nella prefazione al volume Matteo Marini, presidente di ABB Italia – e fin da subito avevo notato l’apparente contraddizione tra il suo rappresentare la memoria storica del Tecnomasio e la sua continua ricerca del nuovo, di innovazione in senso lato, specie se legata a business model, mercati o tecniche di management, sempre caratterizzata da un inguaribile ottimismo e da un’incrollabile fiducia nel futuro e nella capacità dell’uomo di poterlo gestire, addomesticandolo alle proprie esigenze”.

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