Nuove idee e voglia di saper guardare lontano: le opportunità Ue per la green economy “giovane”

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Nuove idee, percorsi di eccellenza, capacità di saper guardare lontano: questi sono tre degli aspetti emersi nell’incontro “Lo sviluppo sostenibile e le politiche Ue” organizzato dall’associazione Team Master Gem alla Città dell’Altra economia di Roma nell’ambito del progetto ‘I giovani, il dialogo strutturato e la social exclusion: la green economy come possibile risposta’ finanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani attraverso il Programma Europeo Gioventù in Azione 2007-2013. Alessandro Giordani, capo settore comunicazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha sottolineatocome proprio in questo settore ci sia “la necessità di un sistema che sia intelligente (cioè basato sulla conoscenza), inclusivo e sostenibile”. Per Paolo Soprano (Ministero dell’ambiente), la green economy passa attraverso “la diminuzione delle risorse e lo sviluppo del benessere grazie al riuso e al riciclo” e ha sottolineato il ruolo che deve avere una classe dirigente nell’avere un dialogo continuo con l’Unione europea. Soprano ha anche detto che “l’unica energia veramente rinnovabile è quella che non si usa”. “La green economy è una sfida sociale. Circa il 60 per cento del budget di Horizon 2020 è dedicato allo sviluppo sostenibile”. Così Matteo di Rosa, punto di contatto nazionale Horizon 2020 – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea ha descritto l’approccio del programma quadro europeo alle politiche green. Fulvio Pellegrini, esperto nazionale progetto Eurofound sull’implementazione della Garanzia Giovani nei Paesi dell’Unione Europea ha spiegato le opportunità che possono venire dalla youth guarantee e ha spiegato che “il giovane va rimotivato ad andare al centro per l’impiego”, illustrando le novità e alle opportunità date anche da un colloquio orientativo oltre che da tirocini, occasioni professionali delle imprese, ipotesi di accesso a strumenti in apprendistato, percorsi di sostegno all’autoimprenditoria. Si è discusso anche di sviluppo sostenibile nel mondo rurale. Andrea Fugaro di Coldiretti ha affermato che “l’agricoltura non vuol dire solo produzione di derrate alimentari ma avendo un approccio multifunzionale svolge anche una serie di funzioni ambientali che producono benefici alla società ed ai territori. E ci sono in questo ambito diverse opportunità di inserimento occupazionale. Nei piani di sviluppo rurale, ad esempio, l’attenzione ai giovani è centrale. Bisogna infatti tenere conto del fatto che l’80% del territorio dell’Unione europea è rurale e qui vive il 57% della popolazione. Sono dati da considerare attentamente”.

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