Roma, 25/09/2018 – Gli Amici della Terra intervengono sul nuovo schema di Decreto del MSE per l’incentivazione delle rinnovabili elettriche nel periodo 2018 – 2020 posto in consultazione. Qui il documento integrale.

L’associazione ambientalista valuta positivamente il meccanismo delle aste per i grandi impianti, che potrà far emergere la piena competitività ormai raggiunta da tecnologie come il fotovoltaico e l’eolico, pur continuando a ritenere inopportuni nuovi decreti di incentivazione delle rinnovabili elettriche al 2020 a fronte di obiettivi già raggiunti e superati da alcuni anni. “Ribadiamo – dichiara la presidente Monica Tommasi – che è possibile un importante sviluppo delle rinnovabili elettriche per conseguire gli obiettivi 2030 delle politiche energetico ambientali senza bisogno di incentivi a carico delle bollette e senza impatti inaccettabili per il paesaggio italiano, puntando prima di tutto sull’efficienza energetica”.

In questa prospettiva gli Amici della Terra apprezzano che la bozza di DM predisposta dal MSE ribadisca con chiarezza il divieto di incentivazione del grande fotovoltaico nelle aree agricole. “Sosteniamo la necessità di puntare sulla manutenzione del grande idroelettrico e sul fotovoltaico sui tetti degli edifici – prosegue Tommasi – e continuano a sottolineare che l’Italia non è un paese vocato per l’eolico visto il basso grado di ventosità e l’assoluta necessità di preservare il territorio e il paesaggio”

La critica riguarda soprattutto la richiesta di creare dei contingenti riservati agli impianti eolici, giudicata come timore non dichiarato che, nella realtà italiana, emerga la maggiore competitività del fotovoltaico. “Sarebbe assurdo – conclude la presidente – che per gli interessi della lobby dell’eolico i cittadini pagassero oneri in bolletta di una tecnologia più cara e con maggiori impatti ambientali”.

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