Industria: luglio fiacco (+0,1%), ma confronto con 2016 positivo (+4,4%)

148
Print Friendly, PDF & Email

Bologna, 11 settembre 2017 – In luglio la produzione industriale in Italia ha fatto registrare un incremento dello 0,1% su giugno. Il dato è positivo, anche se il contributo al recupero del sistema manifatturiero del Paese è indubbiamente modesto. Il confronto con luglio 2016 è però migliore. La crescita è stata infatti del 4,4%. Secondo una simulazione del Centro Studi Promotor, se la nostra industria riuscirà a mantenere questo tasso di crescita anche nei prossimi anni, il livello della nostra produzione industriale tornerà ai livelli ante-crisi nel 2021, anno in cui anche il prodotto interno lordo tornerà ai livelli ante-crisi, se continuerà a crescere con il tasso dell’1,5% ipotizzato dal Governo per il 2017. Va detto che, facendo a fine 2016, sulla base dei tassi di crescita di quell’anno, una simulazione analoga a quella di cui abbiamo appena riportato i risultati, il ritorno ai livelli ante-crisi sarebbe avvenuto intorno al 2025. Naturalmente intendendo come livelli ante-crisi quelli del 2007 e non quelli del 2011, come qualcuno propone.

L’accelerazione in atto nel 2017 nella ripresa della nostra economia  è dunque particolarmente evidente, anche se va sottolineato che per le altre economie avanzate il ritorno ai livelli del 2007 è avvenuto in pochi anni tantoché la crisi del 2008 è stata una normale fase negativa nell’andamento ciclico dell’economia, mentre per l’economia italiana questa crisi è ancora in atto ed è stata più lunga e più grave di quella del ‘29.

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, vi sono concrete possibilità che la ripresa in atto acceleri ulteriormente. Significativo a questo proposito è il fatto che l’indicatore anticipatore determinato dall’Istat segna un rafforzamento delle prospettive di crescita e significativo è anche il balzo degli indicatori di fiducia di imprese e consumatori registrato in agosto. Certo per accelerare il ritorno ai livelli ante-crisi del nostro sistema, mantenendo e rafforzando l’impulso del 2016, essenziale sarà anche il crearsi con le elezioni del prossimo anno di un quadro politico stabile e in grado di consentire un’azione di Governo volta a promuovere la ripresa economica e a trasformare la nostra presenza nella UE da una remora in un’occasione di sviluppo, come avrebbe dovuto essere fin dall’inizio.