I Seu come opportunità di ripresa del mercato nazionale del fotovoltaico

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Milano, 7 Novembre 2014 – “I sistemi efficienti di utenza come opportunità concreta per il rilancio del mercato fotovoltaico in Italia”: è stato questo il messaggio principale emerso dai vari interventi tenuti durante il convegno “PV Investment Grade”, lo scorso 5 Novembre presso il Politecnico di Milano. I SEU rappresentano oggi una soluzione che può essere messa in pratica sin da subito sia dagli operatori del settore che dagli investitori: una chiara dimostrazione di ciò è stata fornita dalle opinioni dei professionisti che si sono susseguite durante la mattinata del convegno.

“Uno scenario futuro che si delinea come positivo. I SEU sono oggi una possibilità estremamente concreta che può fare da volano per una ripartenza del nostro settore” sono queste le parole di Valerio Natalizia, Amministratore Delegato di SMA Italia, che ha  aperto il convegno. “Noi operatori del fotovoltaico dobbiamo essere ambiziosi e orgogliosi di lavorare in un settore che ha creato e continuerà a creare nel prossimo futuro migliaia di “green jobs”. Per questo non dobbiamo mai smettere di credere nelle potenzialità di questo mercato, soprattutto in Italia, paese che, a differenza di altri, continua ad installare impianti fotovoltaici anche dopo la fine del sistema incentivante diretto”. Il suo intervento si conclude con un appello alle istituzioni e al sistema politico: “dobbiamo pretendere una politica favorevole per le nostre aziende, con un quadro normativo stabile e che punti decisamente sulle rinnovabili come fonte energetica primaria e come opportunità di sviluppo tecnologico per il nostro Paese”.   

Sulla scia del messaggio positivo iniziale, anche il Prof. Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, ha dimostrato come i SEU rappresentino realmente un’opportunità per il consolidamento del mercato fotovoltaico in Italia. “Il prossimo quinquennio, 2015-2020, potrebbe raggiungere numeri pari a 1 GW di potenza annua. I SEU si inseriscono perfettamente in queste stime di crescita, contribuendo con valori pari a 200 MW annui, quasi un quinto dell’intero mercato potenziale italiano”.

La mattinata è continuata con interventi che hanno fornito in maniera dettagliata un quadro dei principali ambiti di applicazione dei SEU in Italia: il contributo dell’Ing. Federico Luiso dell’AEEG e quello dell’Avv. Emilio Sani dello Studio Legale Macchi di Cellere e Gangemi hanno rispettivamente tracciato lo scenario degli aspetti regolatori della disciplina sui SEU e delineato i principi chiave per installare oggi un SEU in Italia.

Ma quanto è reale la possibilità di realizzare un SEU in Italia? La risposta a questa domanda è stata data dal racconto di una case history di quello che probabilmente è il più grande impianto recentemente realizzato in regime di SEU in Italia. Si tratta dell’impianto fotovoltaico, di potenza pari a 3 MW,  installato sul tetto dello stabilimento produttivo di Settimo Torinese dell’azienda L’Oréal Italia. Paolo Brambilla di Enersol, azienda che ha realizzato l’impianto e che fornirà energia alla multinazionale, ha spiegato come “Enersol si è proposta a L’Oréal come unico fornitore di energia, offrendo un prezzo notevolmente più basso di quello di un gestore di rete “tradizionale”. Il risparmio che l’azienda francese potrà ricavare da questo tipo di contratto è di circa dell’8-12% annuo”.

A conclusione dei lavori, si è aperto il confronto diretto tra i relatori e alcune tra le più importanti aziende interessate ad operare sui SEU in Italia, che hanno preso parte alla Tavola Rotonda. Il dibattito, che ha visto protagonisti Giuseppe Sofia di Conergy, Stefano Ricci e Sergio Graziosi di SunEdison, Paolo Candusso di Ilum, Giuseppe Dasti di Mediocredito Italiano, Attilio Bragheri di SMA Italia nonché Federico Luiso dell’AEEG ed Emilio Sani dello Studio legale Macchi,  ha coniugato i punti di vista dei diversi stakeholders, evidenziando gli aspetti fondamentali di questo nuovo modello di business, sia dal punto di vista operativo che finanziario.

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