AVVENIA: IN ITALIA E IN EUROPA VINCE L’EFFICIENZA ENERGETICA CREATIVA, MA NEGLI ALTRI PAESI LA WHITE ECONOMY TARDA A DECOLLARE.

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L’attenzione alla sostenibilità in Europa ha puntato soprattutto sullo sviluppo del risparmio energetico e, in particolare in Italia, si è visto affermare il modello di «Efficienza Energetica Creativa» introdotto da Avvenia, leader nazionale nel settore della White Economy e della sostenibilità ambientale, che oggi è diventato un esempio da seguire anche per gli altri Paesi europei e per gli Stati Uniti.

Negli Usa per ridurre del 30% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 l’amministrazione federale sta puntando proprio sull’efficienza energetica, con particolare riferimento alle 600 centrali elettriche a carbone che producono il 31% delle emissioni totali di CO2.

In Italia è proprio grazie al risparmio energetico che sono state ridotte di circa il 60% le emissioni di gas a effetto serra e il nostro Paese continua a essere all’avanguardia in questo settore. Ma cosa succede nel mondo? Avvenia ha preso in esame la situazione globale, disegnando una mappa dalla quale emerge che al di fuori dell’Europa e del Nord America, pochi Paesi si sono preoccupati di sviluppare programmi di efficientamento energetico, puntando invece solo sulle energie alternative.

Secondo quanto rilevato da Avvenia, dal 2005 a oggi si è passati da 15 a 144 Paesi dotati di politiche energetiche che sostengono la crescita di fonti rinnovabili e di questi 95 sono Paesi in via di sviluppo. Nelle economie emergenti, infatti, il 57% della capacità di generazione di energia elettrica dipende proprio dalle energie rinnovabili.

A livello globale nell’ultimo anno sono aumentate del 32% le istallazioni fotovoltaiche, con un incremento di circa 34 GW di potenza solare installata che porta il totale a circa 140 GW fotovoltaici nel mondo, del 13% le fonti di energia eolica che totalizzano così a livello globale 320 GW e del 4% le fonti di energia idroelettrica che totalizzano così 1.000 GW.

Ma se queste politiche vanno bene per i Paesi a bassa intensità energetica, meno si adattano alle esigenze dei Paesi più industrializzati dove, sottolineano gli esperti di Avvenia, è invece necessario concentrarsi sul risparmio energetico: una scelta che non solo porta a ridurre i costi e quindi una maggiore competitività delle imprese ma anche a rilanciare l’economia mondiale, senza dimenticare che l’efficienza energetica è anche fondamentale sul piano ambientale per la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra e la lotta ai cambiamenti climatici.

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