AIRGUN: Assomineraria è fiduciosa che Governo e Parlamento interverranno per correggere il ddl sui delitti ambientali

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Roma, 13 marzo 2015. Assomineraria è in prima linea, come dimostra la sua attività e quella dei suoi associati, per combattere l’inquinamento e per dare un futuro di energia e ambiente puliti al Paese. Per questo ritiene che sia importante punire severamente i soggetti che recano danni all’ambiente facendo attenzione a non criminalizzare l’uso delle tecnologie e lo sviluppo tecnologico come accaduto in questi giorni nel caso dell’airgun, uno strumento avanzato di indagine scientifica che rilascia onde sonore tramite aria compressa ed è universalmente utilizzato e comunque compatibile con l’ambiente marino.
Pertanto siamo certi che Governo e Parlamento faranno una adeguata riflessione e tutte le considerazioni necessarie sulla necessità di rivedere la criminalizzazione dell’airgun, tecnologia non solo indispensabile all’identificazione delle risorse del sottosuolo, ma anche fondamentale per il mondo della ricerca e per lo sviluppo della conoscenza scientifica della terra. A tal proposito si fa presente che il 9 marzo i Presidenti di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale), INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) ed altri Enti di ricerca nazionali, insieme ad associazioni scientifiche come SGI (Società geologica italiana), hanno diffuso una nota congiunta nella quale si specifica che “considerare l’utilizzo di airgun un crimine, oltre che tecnicamente e socialmente inutile e assurdo, […] avrebbe conseguenze estremamente negative sull’attività della ricerca italiana, vanificando ingenti investimenti in un settore, la cosiddetta ‘crescita blu’ o economia del mare, su cui l’Italia, con il proprio patrimonio di 8 mila chilometri di coste, con settori industriali tra i più avanzati del mondo, ed una tradizione di eccellenza scientifica, sta puntando con strategie proprie e all’interno dei programmi europei”.
I massimi responsabili scientifici nazionali concordano quindi che vietare l’uso dell’airgun, oltre a fermare investimenti di miliardi di euro per la valorizzazione delle risorse energetiche del Paese, significa “bloccare lo sviluppo delle conoscenze dell’interno della terra, impedire il riconoscimento delle faglie che generano terremoti e tsunami, oppure zone dove camere magmatiche stanno per esplodere: in sostanza significa impedire lo sviluppo della scienza senza un reale motivo”.
Anche alla luce di queste osservazioni, Assomineraria è fiduciosa che le Autorità competenti sapranno correggere un provvedimento frettolosamente approvato dal Senato senza che — come certificano i Presidenti degli Enti di ricerca nella loro nota — “sia stato chiesto alcun parere al riguardo agli organismi tecnici dello Stato”.

 

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