A Padova si è discusso di città intelligenti

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26 Febbraio 2015 – Smart city? Sono il futuro, ma in Italia ce ne sono già. Se ne è parlato nell’appuntamento di Padova del Comfort Technology Roadshow di MCE: sei incontri in giro per l’Italia per “informare e formare” sui temi dell’efficienza energetica.

Lo conferma lo Smart City Index 2014, cui ha fatto riferimento nel suo intervento Giuliano Dall’O’, Professore del Politecnico di Milano, e definito dalla società Between con il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che misura il livello di “Smartness” di tutti i 116 comuni capoluogo di provincia con oltre 400 indicatori.

Ma che cos’è una Smart City? Una città intelligente, il cui “QI” relativo a efficienza energetica e sostenibilità ambientale si misura – secondo Dall’O’ – attraverso la diffusione del solare termico e fotovoltaico, sistemi di cogenerazione, diffusione di pompe di calore, edilizia efficiente, presenza di zero energy buildings, smart grid, presenza di reti di monitoraggio ambientale e diffusione della raccolta differenziata.

Questi, insieme all’evoluzione delle infrastrutture materiali e sociali delle aree urbane, faranno delle città luoghi a misura di essere umano, dove, ha affermato Dall’O’, “l’intelligenza dei cittadini diventa intelligenza della città”.

Lo Smart City Index 2014, ci dice che in Italia in testa alla classifica sono, in ordine, Bologna, Torino, Milano e Roma, mentre tre delle province venete si classificano tra le prime 25 città intelligenti d’Italia: Verona (8°), Padova (18°) e Vicenza (25°). Venezia (31°) e le altre città capoluogo si collocano a seguire nella speciale classifica (Treviso al 36° posto, Belluno 77°, Rovigo 86°).

Nel corso della mattinata Giuliano Vendrame, Sezione Energia della Regione Veneto ha ricordato l’impegno della Regione in direzione di una maggiore sostenibilità ambientale con politiche concrete: dopo l’approvazione del Piano Energetico Regionale dell’agosto scorso, sono stati stanziati oltre 98 milioni di Euro per migliorare la sostenibilità energetica di edifici pubblici, scuole e imprese (tra cui  sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione e monitoraggio dei sistemi energetici, impianti di teleriscaldamento e raffrescamento con energie rinnovabili) anche  con l’obiettivo di innalzare entro il 2020 la quota di consumi energetici da fonti rinnovabili nella regione ad almeno il 10,3% sul totale.

L’incontro di oggi promosso da MCE – Mostra Convegno Expocomfort – la manifestazione internazionale biennale leader mondiale nell’impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili – come di consueto è stata occasione per condividere esperienze e competenze tra istituzioni, associazioni, imprese ed esperti del settore per una maggiore diffusione della cultura sulla sostenibilità i cui temi di punta oggi si individuano nella diagnosi energetica degli edifici, la proposta di Testo Unico per l’efficienza energetica, Home and Building Automation e le nuove tecnologie per il monitoraggio dei consumi domestici, di cui hanno discusso, fra gli altri, Livio De Santoli di AICARR e Marco Dell’Isola dell’Università di Cassino.

A confermare l’attualità e l’importanza dei temi al centro dell’incontro, vale la pena ricordare lo scenario che caratterizza il patrimonio edilizio italiano, fra i più energivori in Europa:

13,7 milioni di edifici (12,1 milioni adibiti ad uso residenziale e 1,6 milioni ad uso non residenziale), il 70% circa dei quali costruiti prima che venisse introdotta qualsiasi norma sull’efficienza energetica in edilizia, che rappresentano, da soli, il 36% dei consumi energetici nazionali.

un fabbisogno energetico medio per edificio pari a 180 kWh/m2, contro un fabbisogno medio di 160 kWh/m2 della Spagna e di 150 kWh/m2 della Francia.

Interventi di efficientamento energetico sul patrimonio edilizio nazionale sono dunque urgenti e cruciali, ma non solo per la sostenibilità ambientale: a giovarne sarebbe anche la nostra economia.

Secondo Giuliano Dall’O’, tali interventi possono portare a una crescita stimata del Pil fra il 2% e il 4% e a un aumento dell’occupazione stimato in 460.000 posti di lavoro al 2020.

Infine, non sono mancate discussioni sulle tendenze più attuali in tema di pianificazione urbana e sul cambio di prospettiva nell’approcciarsi allo sviluppo sostenibile del patrimonio edilizio urbano: sempre di più l’attenzione si sposta dall’edificio al quartiere. A sottolinearlo è stato Gianni Silvestrini, presidente Green Building Council Italia, l’ente che definisce standard di certificazione e sviluppa linee guida per la definizione di policy e piani di intervento territoriali.

Su smart metering ed efficienza energetica si è invece incentrato l’intervento di Marco Dell’Isola, dell’Università di Cassino, che ha evidenziato come l’utilizzo di sistemi intelligenti per il telecontrollo, regolazione, gestione e monitoraggio dei consumi energetici domestici potrebbe portare ad una riduzione media dei consumi energetici di oltre il 6%.

“MCE, attraverso il Comfort Technology Roadshow continua il suo impegno nella promozione della cultura dell’efficienza energetica, sostenibilità ambientale e innovazione coinvolgendo imprese, istituzioni e professionisti del settore in tutta Italia – ha affermato Massimiliano Pierini, Business Unit Director di Reed Exhibitions Italia, organizzatore di MCE – I prossimi appuntamenti sono il 22 aprile a Roma, il 18 giugno a Catania e il 24 settembre a Bari. L’ultima tappa sarà a Milano il 19 novembre”.

 

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