A fare una proporzione è come se ogni viggianese estraesse 31,5 barili di petrolio ogni giorno.
Per arrivare a Viggiano bisogna scendere l'Italia fino in Basilicata e incontrare la Val D'Agri, il pozzo petrolifero d'Italia. Se si volesse cercare un 'epicentro' dell'estrazione di idrocarburi all'interno di quest'area disseminata di pozzi e trivelle, questo sarebbe proprio Viggiano. Da qui si domina la Val D'Agri e il centro oli dell'Eni, dove ogni giorno arrivano 104.000 barili di petrolio che vengono poi immessi nell'oleodotto fino a Taranto. La Val D'Agri conta 39 pozzi estrattivi, 19 piazzole (ognuna può contenere anche più di un pozzo) ricadono nel territorio di Viggiano. Solo l'Eni, ha versato nelle casse comunali per l'anno di produzione 2011 più di 8,7 milioni di euro di royalties, ma la somma totale arrivata nel comune lucano che conta 3.300 abitanti sfiora i 16 milioni.
| Il professor Romualdo Coviello, è il cordinatore scientifico della Sustainable Development School. Dal suo osservatorio di ex senatore e attuale consigliere comunale di Viggiano ripercorre le tappe dello sviluppo petrolifero in Basilicata e contesta gli esiti della possibile revisione del Titolo V della Costituzione |
Il successo della Strategia Energetica Nazionale, passa anche da qui, un piccolo comune lucano dove si venera la Madonna, anche questa, per uno strano gioco del destino, nera come il petrolio. Nel documento messo a punto dal Governo, la Basilicata è l'unica Regione su cui è posto un accento particolare. Al capitolo, 'Produzione sostenibile di idrocarburi nazionali', si legge che la Basilicata, "riveste un ruolo strategico in materia di politica energetica nazionale". L’obiettivo del Governo è quello di far tornare l’Italia ai livelli produttivi degli anni ‘90 con circa 24 milioni di boe/anno di gas e 57 di olio addizionali, portando dal circa 7% al 14% il contributo al fabbisogno energetico totale. Un aumento produttivo che dovrà arrivare proprio dalla Basilicata dato che nel 2011 la Regione ha fornito 3,7 milioni di tonnellate di greggio (poco meno di 26 milioni di barili), seguita a lunga distanza dalla Sicilia, con 630.000. Tra gennaio e agosto 2012 l’apporto è stato già di 2,7 milioni di tonnellate, a fronte delle 451 mila della Sicilia.
| Il Sindaco di Viggiano, Giuseppe Alberti, esprime la preoccupazione della comunità locale per un eventuale aumento della produzione e, più che a maggiori royalties, auspica una Legge Regionale che fissi limiti per le emissioni in atmosfera |
Quale sarà la risposta del territorio alla richiesta di incremento di produzione? La posizione della Regione è chiara. Fatte salve le autorizzazioni vigenti che interessano 2.100 km2, alle nuove domande (che riguardano altri 2.300 km2 di territorio) sarà detto 'no'. Una decisione formalizzata nell'articolo 37 dell’assestamento del Bilancio e che la Regione vuole mantenere nonostante l'articolo 16 del cosiddetto 'Decreto liberalizzazioni' del gennaio scorso che prevede la rinuncia da parte dello Stato a una quota della fiscalità derivante dalle attività estrattiva da destinare a un fondo di finanziamento di infrastrutture e occupazione.
Quanti barili arriveranno dalla Basilicata? Al centro oli dell'Eni di Viggiano arrivano ad oggi, come detto, 104.000 barili al giorno. Il giacimento Tempa Rossa di Total (nel Comune di Corleto Perticara) aggiungerà altri 50.000 barili al giorno a partire dal 2015. Secondo i dati della Regione, Eni può aumentare il proprio apporto di altri 25.000 barili al giorno senza perforare altri pozzi. Un totale di 180.000 sufficienti a coprire circa il 10% del fabbisogno nazionale. "Sono sicuro - ha detto nei mesi scorsi il presidente della Regione, Vito De Filippo - che questa produzione rispetta la Strategia Energetica Nazionale e dopo aver dato questo contributo la Regione è in credito con il Paese". Basterà? E i territori saranno d'accordo?