Rilanciare l'economia locale in un'ottica di sviluppo sostenibile coinvolgendo le imprese del territorio e le amministrazioni pubbliche. Nasce così Ascoli21, un progetto di riqualificazione ambientale ad alto contenuto tecnologico, che vedrà sorgere un quartiere “smart” in un'area industriale dismessa.
L'iniziativa è guidata da Restart, società nata nel 2010 per iniziativa di una cordata di imprese picene (Fainplast, Genera scarl, Emmetregi e la Fondazione Carisap) e sostenuta da Comune e Provincia che, già 3 anni fa, richiesero un finanziamento di 45 milioni di euro attraverso i Fas nazionali (Fondi Aree Sottoutilizzate) gestiti dal Ministero dello Sviluppo Economico.
“Stiamo vivendo un'epoca di grande trasformazione -spiegano gli ideatori del progetto- e alcuni parlano senza timore di rivoluzione. Il nuovo secolo, il XXI da cui l'iniziativa prende il nome, è iniziato all'insegna di sfide radicali”.
Un cambiamento che ha coinvolto il modello di sviluppo e il modo di intendere la crescita, l'idea della qualità della vita: “Al centro oggi è l'idea della sostenibilità, ambientale certo, ma anche economica e sociale. Quelle che abbiamo davanti sono sfide che possiamo affrontare solo attingendo alle nostre più importanti risorse di individui: intelligenza, creatività, curiosità. E' così che il concetto di sostenibilità si intreccia e si integra con quello di innovazione e di tecnologia. E' così che nasce il concetto della smart city, la città intelligente, a misura di uomo che invece di essere un luogo faticoso, se non esplicitamente, ostile, ridiventa habitat: innovativo, tecnologico, sostenibile, verde”.
Si tratta di una nuova visione dell'organizzazione urbanistica e sociale che si riassume nell'etichetta Smart City: “E' la rinascita del pensiero urbanistico contro la crescita incontrollata e casuale che allarga le dimensioni delle città senza generare benefici. Al contrario le smart city sono compatte, sono fatte di relazioni sottili e fondamentali, si basano su sistemi intelligenti e su reti, elettriche, energetiche, sociali, d’informazioni, fitte e fluide. Intelligente, infine, è la città che usa il suolo - risorsa della cui finitezza cominciamo ad essere per fortuna consapevoli - in maniera intelligente, evitandone abusi”.