Va in scena 2014

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“Un 2013 ritmato dai pochi “go” e molti “stop” della crisi. Un 2014 che si apre con qualche spunto positivo in più. Anche per l’energia. Ma soltanto a condizione che si affronti seriamente un problema di base: l’assenza oggi più che mai di tutta evidenza, ad ogni livello (nazionale ed europeo), di una vera strategicamente premiante politica energetica”.

“Dettata e aggravata proprio dalle difficoltà dell’emergenza, oltre che dall’errata convinzione che l’economia possa migliorare con soluzioni autonome non condivise, questa latitanza riduce al contrario gli spazi di competizione, ritarda se non azzera gli investimenti, soprattutto crea molta incertezza”. Un sentimento diffuso, questo, che aleggia nelle considerazioni dei principali interlocutori (operatori e associazioni) ai quali e7 ha chiesto in questo fine d’anno di gettare uno sguardo al prossimo futuro. Per unanime consenso – sottolinea l’editoriale di apertura – al centro restano le fonti rinnovabili assieme allo sviluppo green trainato dalle grandi economie e non solo.

Tuttavia, è importante la conferma del fattore sicurezza rappresentato dagli idrocarburi che, pure, sfuggono ormai da tempo al tradizionale riferimento dei fondamentali di mercato. Di “trilemma” energetico (sicurezza, sostenibilità, sviluppo) parla non a caso il WEO 2013 dell’Aie a fronte di obiettivi affatto scontati “se il traguardo deve essere, come dovrebbe, il benessere di popolazioni ancora lontane dal minimo accettabile sostentamento quotidiano”. Scenari casalinghi di diverso tenore ma non meno importanti per una discussione attenta (nell’anno del semestre italiano di presidenza Ue) parlano intanto “di una diffusa confusione regolatoria e istituzionale nel momento in cui si prova a far uscire la disordinata crescita delle Fer dall’ombrello parafulmine degli incentivi. Con un termoelettrico sofferente non meno se non di più di quello europeo e interventi invano attesi in un settore, l’efficienza, che promette assai di più a costi assai più contenuti”. Di questo ed altro ancora parlano i diversi contributi presenti sul nuovo numero di e7 il settimanale di QE. Tra di essi una intervista a Georgina Hayden, responsabile Energy Analist a Business Monitor International, che passa in rapida panoramica lo stato degli investimenti delle Fer nel mondo sottolineandone il ruolo significativo ai fini del rilancio economico. Il presidente dell’Aiee, Edgardo Curcio, delinea lo scenario geopolitico oil ed i suoi mutamenti alla luce delle novità della produzione Usa che, grazie all’output non convenzionale, gareggia ormai con quella saudita.

Soffre intanto l’Europa soprattutto nella raffinazione e ancor più l’Italia che sconta tuttora l’arretratezza del sistema distributivo. Carlo Durante, managing partner di eLeMeNS, approfitta del dialogo leopardiano tra un “Venditore d’Almanacchi e un Passeggere” per approndire il tema del postincentivi rinnovabili in una prospettiva, commenta, di un inevitabile consolidamento del settore per il quale, aggiunge SaveNet, sarà importante anche l’intervento delle piccole e medie imprese. “Qualcosa è cambiato nel mondo delle utility” dice invece a e7 il direttore di Federutility, Massimiliano Bianco, secondo il quale “troppo spesso di fronte alla crisi economica degli enti locali, si è fatto affidamento sul settore per compensare servizi che i Comuni non hanno più le risorse per assicurare”.

L’efficienza ormai è matura ma occorre preparazione ed esperienza sul campo, commenta dal canto suo il presidente di AssoEge, Michele Santovito, che enfatizza il tema dell’efficienza energetica alla luce della direttiva europea e del decreto ministeriale che aggiorna il meccanismo dei titoli di efficienza. Infine, Giorgio Graditi (Enea) ricorda l’ottima posizione dell’Italia nella sfida sempre più globale delle Smart Grid.

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