Un divario che vedrà schierate da una parte circa 50 città alla guida dell’economia europea dell’innovazione nei prossimi anni, e dall’altra i comuni che non abbracceranno la sfida del progresso tecnologico. E’ lo scenario che potrebbe delinearsi del prossimo futuro e su cui vuole intervenire l’iniziativa “StartupCity Europe Partnership (SCEP)”, parte del programma Startup Europe Partnership (SEP). Si tratta di un progetto guidato da Mind the Bridge che intende supportare lo sviluppo di strategie startup interconnesse a livello locale. Attualmente hanno già aderito diversi rappresentanti di città europee. Tra i primi firmatari ci sono i Sindaci di Cluj-Napoca (Romania), Heraklion (Grecia), Malaga e Siviglia (Spagna), Varna (Bulgaria).  

Un divario che potrebbe causare separatismi

Circa 50 città saranno molto probabilmente alla guida dell’economia europea dell’innovazione nei prossimi anni, mentre tutte le altre città e gli altri comuni rischieranno di venire sempre più emarginati – spiega in una nota Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge e Coordinatore di Startup Europe Partnership – Questo crescente divario potrebbe potenzialmente scatenare disaggregazioni e separatismi”.

Il report “Startup City Hubs in Europe”

In occasione della presentazione del progetto che si è tenuto nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles sono stati illustrati i dati del report Startup City Hubs in Europe”, che fornisce un quadro dell’impatto dell’economia legata all’innovazione. Dallo studio emerge in particolare come in Europa siano 476 le città con almeno una scaleup. 48 (circa il 10% del totale) ne ospitano 3759 (circa il 67% del totale), con un capitale raccolto pari al 74% del totale. “Questa concentrazione, tuttavia – spiega una nota   non rispecchia l’attuale distribuzione né del PIL (345) né della popolazione (14%).Queste 48 città molto probabilmente saranno alla guida dell’economia dell’innovazione europea dei prossimi anni, con l’effetto collaterale di emarginare sempre più le altre città e gli altri comuni”.

In Europa un solo scale up per nazione 

La ricerca sottolinea inoltre come nel Vecchio Continente sia presente di solito un solo startup hub per nazione.  “Su 42 paesi europei che hanno prodotto scaleup, 34 (l’81% del totale) vedono oltre il 50% delle scaleup concentrato in una sola città. 27 paesi (il 64% del totale) mostrano una concentrazione superiore al 70% negli hotspot principali. In 13 paesi (il 31%) tutte le scaleup hanno sede nella stessa città (concentrazione del 100% attorno alla capitale)”, sottolinea la nota.

Qualche eccezione

Tuttavia non mancano le eccezioni. Spagna, Portogallo, Polonia, Belgio e Cipro hanno infatti due hub ciascuno: Barcellona e Madrid, Lisbona e Porto, Varsavia e Cracovia, Bruxelles e Gent, Zurigo e Zug, Limassol e Nicosia.

In 4 Paesi l’hub non è la capitale

Ci sono poi casi in cui l’hub principale non è la capitale. Si tratta del 10% totale. Ad esempio è quello che succede in Italia con Milano, in Spagna con Barcellona, e in Svizzera con Zurigo.

Lo “StartupCity Future Growth”

Lo studio effettua inoltre una valutazione  del peso di ogni città nell’economia startup e scaleup di un paese con l’attuale quota di PIL. Il tutto per far emergere la divergenza tra l’economia “esistente” e la “nuova” economia dell’innovazione. Per raggiungere questo risultato viene impiegato lo “StartupCity Future Growth”, un indicatore sviluppato da Mind the Bridge. Ma come si interpretano i dati ottenuti con questo strumento? Valori superiori a 1 indicano una città che potrebbe incrementare il proprio ruolo economico nel tempo, mentre valori inferiori a 1 sono caratteristici di città che potrebbero subire un declino nel medio termine”.

Dai dati emerge come in Germania Berlino segni 6.1 e Monaco 2.4, mentre Francoforte  0.5 e Düsseldorf 0.3. IFrancia invece Parigi ha un valore pari a 2.5, mentre Lione segna 1.0 e Marsiglia 0.3; nel Regno Unito, Londra segna 1.6, Manchester 0.5 e Liverpool 0.3; in Spagna i due principali startup hub (Barcellona e Madrid) registrano valori rispettivamente di 2.7 e 1.8, mentre Bilbao e Siviglia segnano 0.4 e Malaga 0.3. Valencia è posizionata attorno alla parità; in Italia, Milano segna 2.6, Roma 1.4, Napoli 0.5 e Palermo 0.4. Torino, infine, è stazionaria.

La classifica delle prime 150 “Tier-2 Startup City” europee

Il Report stila infine la classifica delle prime 150 “Tier-2 Startup City” europee in base a ruolo economico, capacità di produrre innovazione, forza dell’ecosistema e bacino di talenti. L’Italia fa la sua comparsa in diciassettesima posizione con Torino, seguita da Napoli (27a), Bologna (44a) e Pisa (55a). Per le città Tier-2 a cui si rivolge il programma SCEP, le strategie sostenibili potranno basarsi su 2 pilastri: la specializzazione su ambiti verticali specifici e connessioni/partnership internazionali con altre città.

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