Sulle FER la Francia rallenta

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Sul fronte rinnovabili la Francia potrebbe fare di più. Secondo un articolo del quotidiano LeMonde i cugini d’oltralpe potrebbero avere qualche difficoltà a rispettare la tabella di marcia in tema di FER. 

Dati non positivi sarebbero registrati per quanto riguarda gli obiettivi al 2020 con una percentuale raggiunta  del 14%, cifra inferiore rispetto al 23% prefissato.

Questo dato che si inserisce in un contesto che  vede la Francia retrocedere nella classifica europea al sedicesimo posto, sorpassata, rispetto al 2010, da Grecia e Italia, e con risultati molto al di sotto della media dei Paesi UE che vedono la Svezia attestarsi intorno al 52%, la Lettonia 37,1% , la Finlandia 36,8% e l’Austria al 32,6%.

Qualche progresso c’è stato ma i numeri non sarebbero sufficienti a far parlare di un’inversione di tendenza del settore secondo LeMOnde che cita il quadro emerso dal paper denominato ‘Panorama de l’electricité renouvable’.

A registrare un trend positivo è il fotovoltaico, aumentato del 17% e attestatosi intorno ai 6200 MW, una cifra al di sopra dell’obiettivo previsto dei 5400 MW che rende il nuovo traguardo degli 8000 MW una meta raggiungibile. Negativo, invece, il quadro dell’eolico terrestre che rispetto agli obiettivi prefissati di 19000 MW al 2020, senza cambi di strategia, raggiungerà appena i 15000 MW. Per quanto riguarda, inoltre, il peso delle rinnovabili sui consumi elettrici nazionali emerge come le FER nel 2015 abbiano inciso per il 18,7%, percentuale in lieve diminuzione rispetto al 19% del 2014. Poco sviluppato anche il comparto delle bioenergie con 1700 MW installati.

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