Sostenibilità anche a 3835 metri

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Il Refuge du Gouter ha i connotati dell’avventura. Collocato a 3853 metri di altitudine, sulla punta del Monte Bianco francese, il rifugio è l’ultima tappa che precede l’arrivo alla vetta alpina.

Inaugurato lo scorso settembre, la sua realizzazione ha costituito una vera e propria sfida per le estreme condizioni ambientali: l’attenzione per la corretta gestione dell’energia e per la sicurezza degli abitanti gli ha valso la conquista del certificato Haute Qualité Environnementale.

Edificio a quattro piani con una struttura in legno – 100% francese proveniente da Savoia, SaintGervais e dalla Borgogna avvolta con accciaio inossidabile, il rifugio può ospitare fino a 120 persone e, grazie all’adozione di pannelli solari, di un generatore a biomasse e di un sistema di accumulo è completamente autosufficiente.

Per gli ingegneri di Schneider Electric, maggior sponsor del rifugio, anche la costruzione dell’edificio è stata una sfida: il lavoro in loco e in completo insolamento è stato segnato da venti violenti e temperature molto rigide.

L’azienda si è occupata della gestione dell’energia dell’impianto adottando il sistema Zantrex XW: l’energia in corrente continua prodotta dai pannelli solari viene massimizzata attraverso i regolatori di carica e poi immagazzinata nelle batterie collocate nel cuore del rifugio per essere trasformata in corrente alternata dagli inverter prima essere distribuita alle diverse applicazioni nel rifugio. Il sistema consente sia di controllare da remoto, quando vuoto, il funzionametno dell’edificio, sia di gestire in tempo reale la produzione di energia e il corretto funzionamento degli impianti per garantire la sicurezza degli occupanti.

Il rifugio, poi, si vanta d’essere il precursore di una nvuoa generazione di costruzioni a basso impatto ambientale. La sostenibilità, infatti, è  stata assunta come mantra per la costruzione del prototipo che punta a registrare in maniera continua le emissioni di gas a effetto serra. La gestione dei rifiuti, ad esempio, si ispira alle tecnologie sviluppate per la marina e prevede il trattamento biologico dei rifiuti, l’ossigenazione del materiale e il sistema di filtrazione a membrana.

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