Smart lighting e Internet of Things

114

A Christchurch, cittadina della Nuova Zelanda, dopo un terremoto nel 2011 è stata avviata una ricostruita in chiave “smart”, prevedendo l’installazione di sensori che raccolgono dati in tempo reale su tutto, dalla qualità dell’acqua ai flussi di traffico.

È uno degli esempi che il Financial Times ha riportato in uno speciale, nel quale ha deciso di approfondire una domanda chiave: le città stanno sfruttando l’Internet of Things per migliorare la loro efficienza urbana? E come?

Flemming Madsen della Danish Outdoor Lighting Lab (consorzio danese che sviluppa sistemi di illuminazione intelligenti a Copenaghen), ad esempio, spiega come “l’impianto di illuminazione dello spazio urbano è il pezzo più importante delle infrastrutture nella realizzazione della smart city. Abbiamo messo a punto un palo di illuminazione per questo tipo di città, che consente di avere più spazio per le applicazioni di elettronica e dei software di controllo”. In questo senso, “tutte le lampade hanno un indirizzo IP, in modo che possano parlare con noi e viceversa”.

Per favorire esperienze come questa e in generale lo sviluppo di sistemai intelligenti, Mark Skilton, esperto di digitale della PA Consulting Group, parla di un public procurement che non deve “favorire solo i gruppi consolidati”, ma permettere di cogliere tutte quelle opportunità che arrivano anche dalle start up e dai piccoli player del mondo “smart”.

 

Print Friendly, PDF & Email