Shale gas, chi frena e chi accelera

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Sud Africa e India accelerano sullo shale gas, mentre frenano Francia e Canada. In Regno Unito si registra il forte interessamento di grandi investitori).

Nell’ormai classico sviluppo stop&go delle risorse non convenzionali, un passo in avanti lo segna l’India. New Delhi potrebbe presto permettere l’esplorazione a gruppi privati in terreni di loro proprietà. Si tratterebbe di allargare così le maglie di una normativa che finora ha consentito l’esplorazione solo alle società di Stato, la Ongc e la Oil India. Non si tratta, però, di un vero e proprio via libera. Le esplorazioni, infatti, saranno consentite solo su terreni le cui società hanno diritti per almeno due ulteriori anni. Una clausola che potrebbe disincentivare le ricerche, fanno notare i player del settore, anche perché il Paese non ha riserve già provate.

“Dobbiamo esplorare questa risorsa”, ha detto Jacob Zuma, presidente del Sud Africa, aprendo la strada ad ulteriori sviluppi dell’unconventional. Nel deserto del Karoo sono state già trovate alcune riserve. “Siamo estremamente entusiasti delle prospettive. Consideriamo lo shale gas un game change per la regione di Karoo e per la nostra economia”, ha aggiunto.

Di segno diametralmente opposto sono le voci che arrivano da Francia e Canada. Il ministro dell’Ambiente transalpino, Philippe Martin, ha ribadito la posizione contraria del governo allo sfruttamento del gas non convenzionale dopo che un report parlamentare chiedeva maggiore flessibilità sulla materia.

 

Proteste popolari, invece, in Canada. La scorsa settimana alcuni cittadini hanno bloccato per circa tre ore l’autostrada Highway 11, nei pressi di Rexton. Circa 50 persone hanno manifestato la loro contrarietà contro il progetto della SWN Resources, società che ha ottenuto già alcuni permessi per lo sfruttamento della risorsa.

 

Nel Regno Unito, infine, a mostrare interesse per lo shale è una banca. La Barclays, secondo quanto riportato dal The Sunday Telegraph, avrebbe già finanziato la ricerca nello Yorkshire e potrebbe continuare a sostenere anche le operazioni di fracking. Third Energy, una private equity posseduta al 97% da Barclays Natural Resource Investments, ha prelevato dei campioni di roccia dalla zona del Ryedale e sta eseguendo delle analisi. I primi risultati sarebbero , così da presagire ulteriori sviluppi nella zona.       

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