Shale gas, anche Enea nella piattaforma di ricerca europea

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L’Enea è entrata a far parte del programma di ricerca sul gas da scisto (shale gas) promosso dalla European Energy Research Alliance, che riunisce 26 partner provenienti da 15 Stati membri dell’UE (centri di ricerca pubblici e di Università) e rappresenta una delle fondamenta dello Strategic Energy Technology Plan (Set-Plan). L’annuncio è stato dato in questi giorni dall’Agenzia che avrà il compito di sviluppare sistemi innovativi per le prospezioni geologiche e per le analisi di laboratorio necessarie a identificare e classificare le riserve di shale gas, oltre allo studio dell’impatto ambientale e delle emissioni di gas serra associate alle pratiche di esplorazione e produzione.

Il Joint Programme sullo shale gas di Eera – spiega una nota dell’Enea – intende creare una piattaforma di ricerca sul potenziale, sull’impatto e sulla sicurezza delle attività di esplorazione e produzione di gas da scisto in Europa. Le tecnologie e le metodologie esistenti saranno valutate e migliorate per stabilire una base di conoscenze indipendente a livello europeo.

Certo è che la notizia arriva in un momento in cui il dibattito sulla questione è molto acceso. Lo sfruttamento dei giacimenti di shale gas, infatti, è un tema controverso a causa dell’impatto ambientale legato alle pratiche estrattive e alle possibili conseguenze ambientali (inquinamento delle falde acquifere, emissione gas serra, microsismi).

Insieme all’Enea, parteciperanno alla piattaforma anche il Dipartimento di Geologia dell’Università Roma Tre e il Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia. I risultati del programma di ricerca potranno essere seguiti sul sito www.eera-shalegas.eu.

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