Settore trasporti fuori dall’oil? Navigant Research: “Per ora nessuna soluzione perfetta”

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Nel mondo ci sono circa 1,2 miliardi di veicoli in circolazione, il 98% di questi sono alimentati a benzina o diesel. “Ridurre la dipendenza del settore dal petrolio è ormai da lungo tempo un obiettivo politico di tutti i governi del mondo” scrive Navigant Research nell’introduzione del suo ultimo report dedicato, appunto, al settore dei trasporti e alla previsione dei consumi globali di carburante nel periodo 2014-2035 (“Transportation Forecast: Global Fuel Consumption”). Si tratta di una dipendenza pesante per la quale non solo si sconta un aumento dei costi ma anche una serie di problematiche a livello di sicurezza energetica, ambientale nonché di stabilità economica.

In quest’ottica i governi di tutto il mondo hanno avviato una serie di iniziative volte a ridurre il consumo di petrolio come le sovvenzioni per i carburanti alternativi (lato fuel e lato veicolo) tra cui primeggiano i biocarburanti. Le soluzioni adottate variano molto a seconda delle aree del mondo prese in considerazione, a influenzarle sono soprattutto le normative in vigore, le infrastrutture presenti, le risorse locali e il prezzo dei carburanti tradizionali. Ad esempio, mentre in Europa orientale, Turchia e Corea del Sud il gpl risulta un’opzione particolarmente forte, in altre zone questo carburante è praticamente inesistente.

A conti fatti, conclude Navigant Research, in questo momento non esiste alcuna soluzione perfetta e universalmente valida e nel frattempo le previsioni relative al consumo annuo di energia nel settore stimano una crescita dagli attuali 81,1 milioni di miliardi di Btu a 101,7 milioni di miliardi di Btu nel 2035.

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