La Bulgaria vuole tassare le fer. Scattano le proteste

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Gli investitori esteri si oppongono all’introduzione di una tassa del 20% sui redditi dei produttori di energia rinnovabile in Bulgaria.

 

La proposta, avanzata dal partito nazionalista durante le discussioni del bilancio 2014, ha subito scatenato le reazioni delle associazioni di categoria. Tra le voci più forti, quella delle Camere di Commercio italiana e tedesca, tra  i principali investitori nel Paese.
L’adozione di misure senza fondamento, non previste e discriminatorie che modificano il quadro legislativo esistente – sostengono i rappresentanti delle aziende estere – provocherà un drastico calo di fiducia da parte degli investitori, oltre ad essere contraddittorio con le raccomandazioni della Commissione europea. Le modifiche al Renewable Energy Sources Act, inoltre, introdurrebbero una discriminazione nei confronti di alcune fonti di produzione rispetto alle altre. A propria difesa i produttori da rinnovabili riportano anche le linee guida emanate dalla Commissione europea lo scorso ottobre che raccomandavano di evitare improvvisi cambiamenti del quadro legislativi nel campo dell’energia.

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