Ridurre entro il 2020 le emissioni nazionali di CO2 di almeno 32 tonnellate rispetto al valore registrato nel 2005 e arrivare, entro il 2030, ad aumentare ulteriormente questa cifra fino a raggiungere il traguardo delle 44 ton. Sono alcuni degli obiettivi ambientali contenuti nel piano strategico emanato dal Ministero dell’Ambiente della Repubblica Ceca che, come si legge su Futurism, miraa intervenire sulla mobilità e sulla produzione di elettricità.

Un cammino tortuoso

Il percorso verso la promozione di fonti energetiche green nel Paese è stato caratterizzato nel corso degli anni da un altalenarsi di momenti di progresso a frequenti battute d’arresto. Attualmente il carbone fornisce il 55% dell’energia del Paese. Va sottolineato, però, che negli ultimi 30 anni le emissioni di gas serra sono diminuite notevolmente. Basti pensare che il dato relativo al 2014 era inferiore al 36,7% rispetto a quello del 1990. Se confrontiamo i numeri con quelli a livello europeo vediamo come la percentuale di riduzione sia stata solo del 19%.

C’è ancora molto da fare

La strada da fare in termini di sostenibilità ambientale è ancora tanta, spiega l’articolo di Futurism. In particolare le voci che impattano in maniera più rilevante dal punto di vista delle emissioni sono i trasporti, l’uso domestico dell’energia e i servizi, pari a più dell’82% delle emissioni nel Paese solo per il 2014. Per quanto riguarda, ad esempio, la logistica a partire dal 1990 la quantità di veicoli a motore privati ​​e adibiti al trasporto merci su strada è cresciuta in continuazione. Un trend che ha spinto il Governo a puntare su carburanti alternativi e sull’elettrificazione delle ferrovie nazionali, oltre che sulla riduzione della quantità di merci su gomma a favore del trasporto ferroviario. Se si prende in considerazione, invece, il settore industriale emerge come questo comparto sia responsabile dell’11% delle emissioni di gas serra a livello nazionale.

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