La necessità di un’azione urgente per il clima”. E’ il messaggio emerso con forza dal rapporto del panel intergovernativo sul cambiamento climatico IPCC, commissionato dalla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc). Lo studio ha come scopo quello di guidare i prossimi passi dei Governi nella lotta al climate change. Secondo lo studio bisogna infatti impegnarsi per riuscire a mantenere il livello dell’innalzamento delle temperature su scala globale sotto la soglia di 1,5°C, un valore più “sicuro” rispetto ai 2 °C in termini di effetti negativi sul pianeta. Questa scelta è volta a evitare “conseguenze devastanti” come “l‘innalzamento del livello del mare, la desertificazione di molti territori, la perdita di habitat e specie naturali e la diminuzione delle calotte glaciali, che avrebbero ripercussioni gravissime sulla nostra salute, sui mezzi di sussistenza, sulla sicurezza umana e sulla crescita economica

Attuali impegni dei governi non sono sufficienti

“Ci aspettavamo negoziati difficili su questo rapporto e siamo felici che i governi abbiano fatto una ragionevole riflessione fondata su basi scientifiche – sottolinea in una nota Stephen Cornelius, Capo della Delegazione del WWF all’IPCC –  gli attuali impegni dei Paesi per ridurre le emissioni non sono sufficienti per limitare il riscaldamento globale a 1.5 °C e con la scienza non si può negoziare”

“Ogni mezzo grado fa la differenza per le persone e la natura: questa è la realtà sul riscaldamento globale. Dobbiamo scegliere un’azione climatica più forte e accelerare la transizione verso un’economia a zero carbonio in tutti i settori: quello energetico, dei trasporti e alimentare   aggiunge Corneliussenza rapidi e profondi tagli alle emissioni di anidride carbonica, ci troveremo davanti a impatti più gravi per gli ecosistemi: dalle barriere coralline ai ghiacciai del mare Artico e molte più specie animali a rischio”

Intervenire con urgenza

Secondo lo studio la situazione richiede un intervento urgente. Le iniziative che i governi hanno messo in atto a livello globale finora non sono infatti state cosi efficaci da mantenere il contenimento della temperatura al di sotto dei 2 gradi, una situazione che diventa ancora più  complessa da gestire se si alza l’asticella e si punta a una riduzione di 1,5 gradi. In uno scenario di questo tipo è richiesto un intervento immediato e su larga scala con “drastiche riduzioni delle emissioni” se non si vuole andare incontro a “conseguenze irreversibili”.  Superando i 2 gradi centigradi di riscaldamento globale rispetto all’età preindustriale, potremmo vedere infatti un cambiamento climatico inarrestabile”, conclude Cornelius.

Una questione vitale per l’umanità

“I governi di tutto il mondo devono mostrare di comprendere cosa dicono loro gli scienziati e assumere il cambiamento climatico per quel che è, una questione vitale per l’umanità e per il pianeta come li conosciamo” – sottolinea in notaMariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia –  “Il tempo dell’ignoranza, vera o presunta, o delle schermaglie, furbizie e distrazioni deve finire, ora. I Governi devono aumentare il livello di ambizioni  dei propri obiettivi e politiche climatiche, agire in fretta per una rapida e giusta transizione verso economie a basse emissioni di carbonio. Ritardare l’azione sarebbe troppo costoso, in termini economici e in termini di sofferenza, per essere finanche preso in esame. La differenza tra il possibile e l’impossibile dipende dalla volontà politica, così come il senso della politica stessa dipende dalla capacità di comprendere la minaccia e assumerla come priorità, insieme a tutti gli altri Paesi”.

Salute dei bambini a rischio con poco verde in città

Se dagli scenari legati al cambiamento climatico su scala globale ci focalizziamo nello specifico sul binomio inquinamento – salute dei bambini vediamo come la qualità dell’aria sia un elemento capace di influire in modo molto rilevante sulla salute psico fisica dei più piccoli. Il tema è stato affrontato dal report “Benessere e natura: città verdi a a misura di bambino”, lanciato dal WWF in occasione di Urban Nature (la festa della biodiversità urbana con oltre) e realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Studi sulla Qualità della Vita AIQUAV, il gruppo di lavoro su Ambiente&Salute dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) e  LABUS, il Laboratorio per la Sussidiarietà.

Un “debito di natura”

“Come se non bastasse il debito economico di cui dovranno farsi carico negli anni a venire sulle spalle dei nostri giovani grava anche un ‘debito di natura’ che sta progressivamente erodendo salute, benessere e qualità della vita” commenta in una nota la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi –  “Se non si inverte la rotta non solo i nostri giovani dovranno fare i conti con lo sfruttamento intensivo delle risorse, che consuma vorticosamente ‘Natura’, ma si troveranno a crescere in habitat sempre più artificiali. Il deficit di natura di cui si occupa il nostro Report è ormai una ‘patologia sociale’ che possiamo misurare quotidianamente osservando la vita e i comportamenti dei nostri ragazzi, sempre più abituati ad una dimensione virtuale della vita e della natura. Per questo è necessario correre ai ripari: con Urban Nature vogliamo provare a favorire la riscoperta della natura, anche di quella che abbiamo vicino a casa o a scuola. Però è necessario che anche le istituzioni, locali e nazionali si attivino per garantire più verde alle nostre città, che significa più salute, più benessere e miglior qualità della vita”.

L’importanza di modificare gli spazi urbani a favore dei più piccoli

La necessità di un cambiamento degli spazi urbani a favore della salute dei più piccoli è un tema su cui tutta la comunità medica si trova d’accordo. “Le nostre città non sono progettate per i bambini. In media l’80% degli spazi pubblici urbani è occupato  dal traffico automobilistico, che ostacola la possibilità di movimento attivo dei bambini – spiega in nota il pediatra Giacomo Toffol, coordinatore del gruppo Ambiente&Salute dell’Associazione Culturale Pediatri –  “le uniche isole tutelate sono i parchi urbani, purtroppo insufficienti e spesso non curati. Tutti i bambini, e soprattutto quelli che vivono in condizioni sociali più svantaggiate, hanno però bisogno di un contatto costante con la natura per crescere in modo equilibrato. Tantissimi studi dimostrano che la disponibilità di spazi verdi nelle zone di residenza è fondamentale per garantire il loro benessere fisico, psichico e relazionale. Incrementare questa disponibilità significa quindi migliorare il benessere dei bambini”.

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