RAEE, c’è un tesoro in cantina

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La signora Maria ha un tesoro in cantina e non lo sa. Non lo sa perché non adopera i moderni dispositivi tecnologici, data la sua veneranda età, si informa soprattutto attraverso la televisione, dove le pubblicità progresso sono ancora impreparate sul tema rifiuti, e non riceve il giusto supporto da parte del suo Comune.

I risultati dell’indagine condotta da Adiconsum ed Ecodom “Conosciamo l’Ambiente”, presentati stamattina a Roma presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana, hanno infatti mostrato come il cittadino che dispone di una coscienza ecologica sviluppata e che è consapevole dell’esistenza della raccolta differenziata anche per i RAEE – oltre a saperne dare una definizione – si informa attraverso i mass media (circa il 71% del totale).

Il campione di 2500 utenti, reclutati attraverso i siti e i social network di Adiconsum ed Ecodom, è rappresentativo dell’intera popolazione per età e sesso, ma non per collocazione geografica. Si sottolinea, ancora una volta, la disparità tra Nord e Sud: “La grande industria, completamente assente nel Meridione, è sicuramente un fattore chiave per la corretta gestione dei rifiuti. Nei Comuni, oggi, la scarsità di risorse non deve ostacolare il sostegno all’infrastrutturazione, soprattutto in queste aree”, osserva Filippo Bernocchi, Delegato Energia e Rifiuti ANCI.

Dislivello che attraversa sia i Comuni e le Regioni (c’è chi in Italia primeggia nella raccolta e nel riciclo di materiale esausto, dagli oli fritti ai dispositivi tecnologici, e chi fatica a raggiungere gli obiettivi posti dal POR), sia gli stakeholder attivi nella raccolta (un occhio di riguardo va alla grande distribuzione presente a livello internazionale) mentre poggia su una legislazione vetusta che manca di coordinazione. “In Italia il recepimento della normativa comunitaria RoHS 2002/95/CE è avvenuta nel 2005, ma la nostra macchina (presa ad esempio a livello internazionale) è partita l’anno precedente – afferma Nadia Carbonaro, Environment & Energy Expert di CECED Italia -. Questo perché i produttori erano attivamente impegnati nella realizzazione delle apparecchiature di raccolta e perché c’erano sistemi collettivi. Ancora oggi, purtroppo, aspettiamo i decreti attuativi”.

E l’augurio che a livello istituzionale si dia una scossa all’apparato normativo si sposa con quello rivolto agli enti locali i quali, oltre a promuovere appuntamenti nelle scuole per istruire gli adulti del domani (i veri “bacchettoni della raccolta” in famiglia), devono trovare il giusto canale per far comprendere a tutti i cittadini il valore derivante dal giusto conferimento dei rifiuti particolari. “È fondamentale che i consumatori siano a conoscenza di tutte le modalità disponibili per effettuare correttamente la raccolta differenziata dei Raee – spiega Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom – L’industria del riciclo degli elettrodomestici gestisce solo 240.000 tonnellate di Raee all’anno invece delle 800.000 che si generano ogni anno”.

Chiude il cerchio la speranza che la raccolta e la possibilità di dare una nuova vita alle cose non passi di moda: “Ragionare in termini di attenzione verso l’ambiente è modaiolo, riflettere sulle ricadute sociali ed economiche delle azioni sostenibili è più complesso – esordisce Renato Calì, Segretario Nazionale Adiconsum -. Dobbiamo discutere insieme di come costruire quei percorsi che oggi impediscono la nascita di una vera cultura ambientale”. Di seguito la video intervista integrale al Segretario Calì, un commento su passato, presente e futuro della raccolta RAEE.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.