La Puglia intraprende un percorso di riqualificazione paesaggistica ed ecosostenibile con tre avvisi pubblici, uno per progetti di infrastrutture verdi, uno relativo al paesaggio costiero e uno sulla rete ecologica regionale, rivolti a enti e amministrazioni pubbliche oltre che agli enti gestori delle Aree Naturali Protette nel territorio regionale e nell’ambito della rete Natura 2000.
Il finanziamento complessivo dei programmi, che si avvalgono del POR PUGLIA 2014-2020 – ASSE VI – “Interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione naturale”, è di 39 milioni di euro, 13 per ciascun avviso, e prevede un budget massimo di 1,3 mln di euro per ciascuna proposta.
L’obiettivo, spiega una nota della Regione, è quello di “migliorare la qualità della vita riappropriandosi di spazi spesso dimenticati e decontestualizzati”.

Infrastrutture verdi

L’avviso per le infrastrutture verdi vale per progetti di “sistemi connessi di aree verdi naturali e semi-naturali urbane e periurbane, anche con il ricorso ad aree agricole a valenza paesaggistica ed ecologica, alla tutela e riqualificazione del paesaggio”. Le opere dovrebbero anche essere destinate, secondo le finalità dei bandi, allo sviluppo sociale, culturale ed economico in funzione del turismo sostenibile, migliorandolo anche a livello inclusivo e destagionalizzato”.
Tra gli interventi accettati nel programma rientrerebbero “parchi di cintura, forestazioni periurbane, agricoltura urbana (green-ways, green-belts), realizzazione di elementi lineari di connessione ecologica e riqualificazione dei viali storici di accesso ai centri urbani, anche attraverso la tutela degli elementi di pregio, l’incremento del verde in generale”.

Paesaggi costieri

Nell’ambito del territorio costiero verrà dato rilievo agli spazi aperti “ad alto grado di naturalità”, alla salvaguardia delle “aree di pregio naturalistico e paesaggistico lungo la costa”. Riservata una certa attenzione anche alle aree degradate e alla ricostituzione del patrimonio naturale, “esclusivamente con metodi e tecniche dell’ingegneria naturalistica e dell’architettura del paesaggio”.
Nel caso di strutture residenziali turistiche e ricettive, sempre per dare nuovo slancio a una risorsa con del potenziale ancora da sfuttare, saranno benvenute “la creazione ed il consolidamento di connessioni ecologiche lungo la costa e con l’entroterra, la rimozione di detrattori di qualità paesaggistica, la riduzione delle superfici impermeabili”.

I corridoi ecologici

L’ultimo avviso si lega con il progetto territoriale “Rete ecologica regionale” e il suo intento è quello di “contrastare i processi di frammentazione del territorio, aumentare il grado di funzionalità ecologica e dei livelli di biodiversità del mosaico paesistico regionale”. Va in questo senso l’idea di “ripristino della funzione di connessione dei corridoi ecologici, conservando e incrementando il loro grado di naturalità, per permettere lo spostamento al loro interno delle popolazioni animali e vegetali”. Il tutto ancora una volta secondo criteri di ingegneria naturalistica e architettura del paesaggio.

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