Pompe di calore, arriva la nuova tariffa

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20140115Attesi impatti industriali, ambientali ed energetici. Ma ci sono alcune questioni ancora da chiarire. E7 ne ha parlato con Giampiero Colli e Fernando Pettorossi, rispettivamente segretario e guida del gruppo italiano pompe di calore di CO.AER, l’associazione di settore.

Il 2013 dell’Autorità per l’Energia si è chiuso con l’approvazione della delibera che prevede l’applicazione sperimentale di una tariffa lineare, la D1, per gli utenti che impiegano le pompe di calore per il riscaldamento domestico. L’iniziativa può avere un impatto importante sul comparto industriale, in quanto questo strumento di riscaldamento e raffreddamento per quanto sia caratterizzato da una elevata efficienza energetica domestica ha come maggiore costo l’attuale tipologia di tariffazione elettrica. Proprio a questa esigenza va incontro la decisione del regolatore.

E7, nel suo ultimo numero, ha commentato l’iniziativa con Giampiero Colli, segretario CO.AER (Associazione costruttori apparecchiature ed impianti per la climatizzazione e pompe di calore), e Fernando Pettorossi, a capo del gruppo italiano pompe di calore CO.AER.

“La delibera introduce in via sperimentale una tariffa, la D1, più idonea alla tipologia di consumi tipica delle pompe di calore. La disposizione – sottolinea Colli – è il risultato di un lunghissimo lavoro che, come associazione, abbiamo fatto nell’arco degli ultimi due/tre anni poiché questa tecnologia per riscaldamento e raffrescamento, molto in uso in Europa, anche per la sua specifica caratteristica di riduzione dei consumi del 30%-40% non trovava rispondenza nei costi di esercizio applicati. Di fatto l’utente non percepiva l’efficienza in quanto la riduzione dei consumi non si traduceva in riduzione dei costi, anzi”.

“Ciò accadeva – prosegue – perché chi decideva di utilizzare questo strumento si trovava a dover richiedere una aggiunta ai consumi domestici tradizionali, passando a tariffe come la D2 o D3 che vengono assegnate a seconda della potenza impegnata. Rientrando nelle fasce più alte, il risultato era un costo per kWh molto elevato. Abbiamo necessità che l’utente possa avere un sistema di tariffa piatta lineare dove il costo del kWh elettrico è costante e non influenzato dalla mole di consumi”.

Notevoli i possibili effetti di una maggiore diffusione sotto diversi profili.

“Lo sviluppo delle pompe di calore in Italia – dice in proposito Pettorossi – ha degli importanti impatti industriali, ambientali ed energetici. Innanzitutto dal punto di vista economico e come sistema Paese, questa è un’industria di eccellenza a livello europeo. Per questo il fatto che la sua produzione venisse penalizzata stava spiazzando il nostro tessuto industriale. Si deve considerare che il 50% del fatturato dell’industria viene esportato mentre l’altro 50% è mercato interno, quindi rischiamo il 50% del mercato se non agiamo per adeguare la procedura di istallazione”.

Quanto alla procedura di accesso alla tariffa sperimentale e ad alcuni questioni sul tavolo, come la retroattività Colli ricorda che “la procedura verrà messa in inchiesta pubblica a giorni dalla stessa Autorità: in questo modo, saranno specificate le modalità di accesso. Al momento sembra che se ne potranno avvalere tutti gli utenti, quindi è prevista la retroattività. Unica condizione posta è che la pompa di calore sia il solo impianto di riscaldamento o perlomeno sia l’impianto primario, e che i richiedenti siano residenti nell’abitazione, sono escluse in sostanza le seconde case”.

“In tal senso abbiamo sviluppato alcune ipotesi”, continua. “La prima è che questa tariffa viaggi parallelamente al bonus fiscale. Chi oggi intende utilizzare o usufruire di un bonus del 65% per la ristrutturazione e sostituisse il vecchio impianto con le pompe di calore, avrebbe diritto alla tariffa D1. In questo modo l’impianto di riscaldamento unico a pompa di calore farà da traino a tutti i consumi dell’abitazione, dato che si presuppone che chi utilizza questo strumento impieghi l’elettricità anche per altre forme di consumi come: piano cottura, acqua calda sanitaria etc.”

“Immagino – aggiunge – che secondo questa logica ne avranno diritto anche coloro che hanno usufruito di detrazioni fiscali negli anni precedenti, sempre in merito all’efficienza negli impianti”.

“Resta da capire cosa accade nei nuovi edifici. Credo – dice ancora Colli al settimanale di QE – che per questo sarà necessario conoscere nel dettaglio le condizioni operative richieste dall’Autorità, ma immagino che l’utente potrà usufruire di una dichiarazione del tecnico progettista che attesti l’istallazione dell’impianto di pompe di calore come primario. Considerato che l’Aeeg sarà cauta nel concedere la tariffa agevolata almeno in questa prima fase sperimentale, penso sarà più complesso far rientrare gli utenti che hanno inserito la pompa di calore prima degli incentivi 2006”, conclude.

Al riguardo “mi sembra opportuno precisare – precisa dal canto suo Pettorossi – che la tariffa D1 non è convenzionata e non è incentivata. è una tariffa lineare che non ha i sovra costi e i sussidi incrociati per finanziare le altre tariffe”.

Ultima questione: considerato che attualmente per istallare una pompa di calore bisogna effettuare un upgrade di potenza sul proprio voltaggio o inserire un doppio contatore, siamo di fronte ad operazioni che hanno un costo per l’utente finale.

“Il doppio contatore è un argomento che vorremmo chiarire con l’Aeeg”, sottolinea Colli.

“Ad esempio c’è la situazione dei condomini che oggi hanno diritto a una tariffa lineare diversa. Credo che l’opzione del doppio contatore rimarrà per rispondere a esigenze diverse, ad esempio nel caso l’utente non possa accedere alla D1 perché non possiede una pompa di calore altamente efficiente. Sicuramente ci sono delle aree che vanno ancora investigate. Adesso abbiamo presentato degli esempi in cui sicuramente ci sono le condizioni per accedere alla tariffa in via sperimentale, poi dovremo capire cosa accadrà nello specifico. Per far ciò stiamo fissando un appuntamento con l’Aeeg. La tariffa sarà operativa a luglio, nel frattempo dobbiamo lavorare affinché tale applicazione sia il più rispondente alle esigenze dell’utente e alle potenzialità del mezzo”, conclude.

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