Paee 2014, l’efficienza non è una “bolla”

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e7280x165 20140618Lelli (Enea) a e7: “Costruito un settore non distorto dagli incentivi”

Si è conclusa domenica scorsa la consultazione pubblica sul Paee 2014, il Piano di Azione per l’Efficienza Energetica predisposto dall’Enea con cadenza triennale come previsto dalla direttiva 2006/32/CE. E il commissario Enea, Giovanni Lelli – rispondendo alle domande di e7, il settimanale di QE – si dice ottimista per il futuro dell’efficienza energetica nel nostro Paese: “Abbiamo costruito un settore sostenibile non distorto dagli incentivi. Resisterà alla ripresa dei consumi”.

Il documento, redatto singolarmente da tutti gli Stati membri dell’UE, stabilisce modalità e strumenti volti a raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica agendo in maniera trasversale su vari settori – dall’edilizia ai trasporti, dall’industria al terziario – coinvolgendo sia il pubblico che il privato.

Guardando il quadro di insieme ne esce un’immagine frastagliata, composta da molteplici provvedimenti e linee d’azione: “Non potrebbe essere diversamente – spiega il commissario Enea – perché questa è la caratteristica peculiare dell’efficienza: interessa tutti i settori in maniera trasversale siano essi famiglie, enti pubblici o aziende private. La frammentazione non è una debolezza ma è la vera forza di questo comparto che può e deve essere un ‘bullet’ nell’arsenale dell’economia italiana”.

Gli obiettivi al 2020, in linea con quanto previsto dalla Sen, prevedono la riduzione annua dei consumi finali di energia pari a circa 15,5 Mtep (20 Mtep di energia primaria) distribuiti in diversi settori. In termini di emissione di CO2 evitate, l’effetto del pacchetto di misure predisposte dovrebbe essere un taglio (entro il 2020) pari a 50-55 Mt/a (considerando un fattore di emissione medio del parco elettrico nazionale di circa 350 grammi CO2/kWhe al 2020).

Nel dettaglio, i maggiori contributi sono attesi da industria (7,14 Mtep/a), trasporti (6,05 Mtep/a) e residenziale (5,14 Mtep/a) mentre il contributo del terziario non dovrebbe superare la quota 1,72 Mtep/a.

Attualmente, secondo i dati elaborati dall’Enea, l’Italia ha raggiunto poco meno del 15% del target fissato: la strada da fare è ancora lunga, soprattutto per i trasporti, fermi a quota 4% contro il 25,9% del residenziale e il 22% già fatto dall’Industria.

“Le aree di intervento su cui agire sono ancora molte – spiega Lelli – se nel campo degli elettrodomestici abbiamo raggiunto ottimi risultati, nel residenziale c’è ancora molto da fare”.

Una mano, finora, è stata data dalla congiuntura economica che ha provocato un crollo della produzione industriale e dei consumi energetici ma anche, più in generale, dalla diffusione di una cultura del risparmio energetico tra i cittadini dovuta (in parte) alla necessità di contenere le spese. Viene spontaneo chiedersi, allora, cosa succederà una volta che la crisi sarà passata, non tanto per i consumi industriali quanto per quelli domestici. Nel momento in cui inizierà la ripresa, l’Italia sarà ancora in grado di rispettare gli impegni presi in sede europea?

“Ci auguriamo tutti una ripresa dell’economia nel breve periodo – sottolinea Lelli – anche se questo potrà rendere più difficile il percorso verso i target stabiliti. Credo, però, che l’aumento dei consumi per il ‘ritrovato’ benessere economico sarà comunque sterilizzato in parte dalla presenza di servizi e sistemi efficienti. Quello che mi rende ottimista è che, in questi ultimi anni, abbiamo assistito alla creazione ‘sostenibile’ di un mercato dell’efficienza che non è stato distorto dalla presenza di incentivi lato offerta. Non si è trattato di una ‘bolla’ e non si sgonfierà con la ripresa dei consumi”.

D’altro canto, la consapevolezza del consumatore è un obiettivo ben chiaro per l’Agenzia: “Se normativa e tecnologia – spiega infatti Ilaria Bertini, responsabile aggiunto dell’Unità tecnica Efficienza Energetica dell’Enea – sono, ormai, ben avviate, molto resta da fare dal punto di vista della comunicazione e dell’informazione ai cittadini”.

Non a caso, prosegue il responsabile Enea, nello schema del D. Lgs per l’attuazione della direttiva 2012/27/Ue che il Parlamento sta valutando viene affidato all’Agenzia un programma di comunicazione triennale. “È un canale fino a oggi trascurato che abbiamo intenzione di ‘aggredire’ con iniziative di formazione e comunicazione nuove che si affiancheranno a quelle portate avanti sui canali tradizionali”.

Il Paee 2014 ora dovrà essere approvato dal ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Ambiente, d’intesa con la Conferenza Stato – Regioni – Province autonome e, successivamente, sarà trasmesso alla Commissione europea.

Leggi l’ultimo numero di e7 Paee 2014, l’efficienza non è una “bolla”

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