Oli esausti: i vantaggi della trasparenza

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Il rifiuto non gestito correttamente produce danni, non solo all’ambiente ma alla salute del cittadino”. Bisogna “evitare i rischi di cattiva gestione dell’olio vegetale”, rifiuto speciale non pericoloso, e per farlo occorre sia “migliorare la conoscenza, soprattutto tra i cittadini che ancora versano l’olio residuo della frittura nelle tubature”, sia “incrementare l’attività di monitoraggio e controllo della filiera”.

Così Tommaso Campanile, Presidente del Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti (CONOE), ha commentato i dati del primo report sugli impatti ambientali ed economici prodotto sull’attività quindicinale del Consorzio.

Il report, presentato il 7 giugno a Roma dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha delineato uno scenario positivo per il settore: nel 2015 sono stati raccolte circa 62 mila ton di oli vegetali esausti – sulle 280 mila ton medie prodotte annualmente – di cui l’85% è stato avviato a rigenerazione e ha prodotto 49 ton di biodiesel, con un risparmio in bolletta per il Paese di 17 mln di euro. Per ogni tonnellata di biodiesel prodotta da oli vegetali esausti che è stata impiegata nell’autotrazione al posto del diesel fossile le stime parlano di un risparmio di circa 3,13 ton di CO2 eq all’anno e di 1,29 m3 di acqua.

Un lavoro che cresce con costanza: dal 2001 (primo anno di attività del Consorzio) ad oggi la percentuale degli oli raccolti è cresciuta del 44%. Un comparto, però, che ha bisogno di un supporto ancora più forte: “Oggi il settore opera in modo anomalo: è trainato dagli incentivi che reggono la produzione energetica da rinnovabili”, ha commentato Campanile.

Per questo l’articolo 10 del Collegato Agricolo alla Legge di Stabilità 2014 – il voto in aula al Senato è previsto tra il 21 e il 23 giugno – prevede un contributo ambientale a carico dei produttori e degli importatori di oli e grassi vegetali e animali per uso alimentare destinati a diventare rifiuti. Un modo per attribuire maggiore responsabilità alle aziende, come già avviene, ad esempio, nel settore dei pneumatici fuori uso. E, soprattutto, un modo per combattere i fenomeni di frode che minano la credibilità di una filiera tra le più famose del Made in Italy: “Ho presentato l’emendamento per via dei numerosi episodi di frode legati alla vendita di oli esausti rigenerati venduti come oli extravergine di oliva – ha commentato in sala l’Onorevole Colomba Mongiello, Commissione Agricoltura alla Camera, prima firmataria della normaLa pratica è molto diffusa: ci sono quantità ingenti di rimasugli altamente remunerativi. Raccogliere e tracciare fa bene alle aziende sane”.

 

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Ivonne Carpinelli

Giornalista con la passione per l’ambiente e l’energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e… smartphone.