Occupazione rinnovabili, in Australia -27% in quattro anni

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Dal 2011 al 2015 i posti di lavoro nel campo delle rinnovabili sono calati del 27%. A dichiararlo il rapporto Employment in Renewable Energy Activities redatto dall’Australian Bureau of Statistics, agenzia di statistica del Governo australiano, sulla base dei dati territoriali e del tipo di attività svolta.

Stando a quanto affermato dal rapporto, sono 5.100 i posti di lavoro a tempo pieno andati persi a causa di una decrescita costante nell’arco di questi quattro anni. È stato il Sud dell’Australia a vivere il calo più significativo con una diminuzione del 60% in quattro anni; prossimo scivolone previsto nell’Ovest dell’Australia, con un decremento del 51%, e poi nel Queensland, con un -36%. 

Ad oggi sono 14.020 gli occupati nelle rinnovabili, numero comunque positivo sottolinea l’ABS, rispetto al 2009 quando erano 11.520. In particolare, il fotovoltaico si mostra “il settore più fertile tra le fonti rinnovabili: nel biennio 2014-15 il tasso annuale di impiego era di 8.310 pari al 59% del totale tra le fonti rinnovabili. L’impiego nel solare ha raggiunto i 14.350 dipendenti nel 2011-12”, ha sottolineato Mark Lound, Direttore di statistiche ambientali ABS.

L’industria delle rinnovabili, i gruppi di consumatori e i conservazionisti incolpano le azioni del Governo federale, tra cui la revisione dei target energetici e la decisione di tassare l’Australian Renewable Energy Agency e il Clean Energy Finance Corporation, nonostante il blocco del Senato. Kelly O’Shanassy, AD dell’Australian Conservation Foundation, la principale organizzazione ambientale nazionale, ha commentato: “Le figure erano deludenti ma non sorprendenti. Il governo federale non ha supportato l’energia pulita”.

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