Nicaragua rinnovabile al 90% entro il 2020

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Il sistema energetico del Nicaragua, tra i paesi più poveri dell’America Latina, attualmente si basa sulla produzione da fonti rinnovabili per il 54% del totale. L’obiettivo dichiarato è di raggiungere l’80% entro il 2017 e il 90% entro il 2020.
Il Paese, povero di fonti fossili ma ricco, in compenso, di fonti alternative, sta convertendo la propria economia e, al contempo, estendendo l’accesso all’energia in tutto il Paese. Negli ultimi anni si è più che raddoppiata la produzione da fonti alternative (dieci anni fa ammontava al 25%) rendendo più stabile ed estesa l’infrastruttura energetica: nel 2015 l’80% della popolazione ha avuto accesso all’energia contro il 47% del 2001. In passato si sono costruiti impianti idroelettrici, geotermici ed eolici sfruttando le risorse naturali (i 19 vulcani, la ventosità della zona del Lago Nicaragua); in futuro si punta a installare piccoli centri off-grid che servano soprattutto le zone periferiche. Un bilancio positivo quello degli ultimi anni che conta circa 1,5 mld di dollari di investimenti stranieri, nuovi posti di lavoro e un numero più esiguo di black out nel Paese.

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