Nel futuro del car sharing ci sono i software open source

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Nell’arco del prossimo decennio l’utilizzo dei software open source – come sistemi plug-and-play, tecnologie NFC e bluetooth a basso consumo energetico – sarà pervasivo tra gli utenti che utilizzeranno il car sharing.

Ad affermarlo lo studio Strategic Analysis of the Vehicle-sharing Technologies Market, parte del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Service, realizzato da Frost & Sullivan. Le tecnologie di guida automatica, mobilità connessa e ricarica dei veicoli elettrici saranno trainanti per il mercato delle tecnologie dei car sharing, con un bacino di utenti che entro il 2020 dovrebbe raggiungere quota 26 milioni.

I prossimi 3-7 anni vedranno, dunque, il progressivo abbandono dei dispositivi off-the-shelf: “Le tecnologie basate su NFC stanno diventando una dotazione standard negli smartphone della maggior parte delle case produttrici. Ciò creerà nuove opportunità per fornire soluzioni di controllo remoto dei veicoli economiche basate su smartphone”, ha sottolineato in una nota Albert Geraldine Priya, analista di Frost & Sullivan. Che ha poi ricordato come la automobili semi-autonome e completamente autonomediventeranno una realtà al 2018 e il 2025, rispettivamente, semplificando ulteriormente il car sharing e aprendo nuove porte per gli operatori del mercato”.

Un mondo più “aperto” comporta però dei rischi: per questo si sta lavorando sui problemi legati alla sicurezza (si pensi al controllo degli accessi e alla localizzazione dei veicoli), sull’integrazione tra soluzioni hardware e software di terze parti con i processi di business aziendali e sull’assetto legislativo dei singoli paesi.

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