MSD, nuove prospettive legate a FER, domanda e generazione di piccola taglia

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La necessità di puntare su una maggiore flessibilità e integrazione per gestire in maniera efficace l’introduzione della generazione da fonti rinnovabili nel sistema elettrico alla luce del progetto di riforma del dispacciamento del sistema elettrico, iniziativa avviata dall’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il sistema Idrico a cui collabora RSE. Questo è solo uno dei temi  emersi nel corso del seminario “Evoluzione di MSD: neutralità della fornitura e requisiti per l’abilitazione” organizzato dal centro di ricerca del gruppo GSE mercoledì 23 marzo a Milano. Un’occasione per affrontare il tema delle nuove prospettive di evoluzione di MSD nel contesto del rinnovato quadro regolatorio europeo attualmente in fase di rielaborazione. Tra i punti chiave di quest’attività di intervento sul Mercato dei Servizi di dispacciamento il coinvolgimento di una serie di soggetti attualmente esclusi: generazione di piccola taglia, fonti rinnovabili non programmabili, domanda. Un processo ancora in fase di evoluzione in un mercato come quello attuale, che, secondo dati Terna del 2014, pesa circa 2 miliardi di euro sulla bolletta  e che potrebbe ottenere  vantaggi in termini di competitività da questo tipo di operazione. 

L’evento di oggi ci ha permesso di entrare in contatto con nuovi soggetti che attualmente sono sul mercato: come i consumatori che acquistano energia o i produttori delle fonti rinnovabili che vendono energia ma non partecipano al mercato dei servizi di dispacciamento – ha spiegato a Canaleenergia Massimo Gallanti responsabile Dipartimento Sviluppo Sistemi Energetici di RSEA questi soggetti si rivolge la richiesta di nuovi servizi di flessibilità, l’idea è quella di aprire il mercato dei servizi di dispacciamento anche a questi soggetti. Ovviamente è importante capire, oltre alle aspettative, anche le caratteristiche degli impianti di produzione o di consumo di questi soggetti per fare in modo che la fornitura di prodotti sia in linea con quello che si attende Terna, in modo da garantire la sicurezza del sistema. Oggi c’è stato un primo momento di confronto. Abbiamo appreso da questi soggetti esigenze specifiche di cui l’Autorità potrà tenere conto nel disegnare la nuova struttura del mercato dei servizi di dispacciamento aperto a queste nuove partecipazioni”. 

Naturalmente, come ha sottolineato Gallanti, sia la domanda sia le rinnovabili, nel momento in cui entrano all’interno del servizio di dispacciamento devono essere controllabili e in grado di variare in tempo reale il loro consumo in base alle disposizioni ricevute da Terna. “Questo potrà avvenire attraverso i nuovi soggetti, i cosiddetti aggregatori che hanno il compito di interfacciarsi, da un lato, con queste risorse di piccole dimensioni – che potrebbero non essere avere la capacità di interfacciarsi con Terna –  e dall’altro con Terna stessa. Quindi il ruolo delle rinnovabili  e della domanda cambia radicalmente”. 

Ma l’adozione di un sistema di aggregazione che consenta di inserire nel mercato i soggetti con taglie inferiori a 10 MVA non è l’unico punto della proposta di RSE per l’abilitazione di risorse attualmente escluse da MSD. Il centro di ricerca del gruppo GSE fa riferimento anche a una maggior differenziazione dei servizi offerti, come, solo per citare un esempio, la possibilità di offerte distinte per ogni servizio (abilitanti ad esempio per gli impianti eolici).

 Ad inquadrare il dibattito, durante la mattinata mattinata, nella cornice europea Cristian Lanfranconi dell’Unità Affari regolatori internazionali di AEEGSI  che ha sottolineato come a livello di UE la richiesta sia quella di un superamento delle specificità legate alle singole normative nazionali per creare un proficuo terreno di dialogo comune.  

  

Nel video Gallanti parla di alcune delle criticità legate all’introduzione di questi nuovi soggetti in MSD 

 

http://www.youtube.com/watch?v=gNqec-lbe50

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