Mozambico, il progetto “Improvement Cooking Stoves”

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co2Il progetto “Improvement Cooking Stoves”  permetterà di distribuire 15.000 sistemi di cottura efficienti a 7.500 famiglie che vivono in due quartieri di Maputo, in Mozambico. L’iniziativa è stata realizzata da Cloros, società italiana specializzata in servizi alle aziende dedicati alla sostenibilità, con il contributo tecnico della partecipata Carbon Sink, spin-off dell’Università degli studi di Firenze, e la collaborazione della Ong Avsi.

Foto 3La problematica di fondo è data dal fatto che le popolazioni locali usano sistemi che bruciano carbone per la cottura dei cibi. I nuovi piani di cottura, invece, impiegheranno la metà del carbone a parità di cibo preparato, riducendo così le emissioni di CO2 per circa 3 tonnellate di anidride carbonica l’anno per ogni famiglia. In termini economici, il risparmio è di circa 190 $ l’anno per le famiglie locali nell’acquisto di carbone, senza dimenticare gli evidenti vantaggi per la salute delle persone.

Come spiega Riccardo Caliari, amministratore delegato di Cloros, “il problema delle emissioni di CO2 è una questione globale, tant’è che le normative e le metodologie di calcolo dei risparmi di gas ad effetto serra sono gestite direttamente dall’Onu, nello specifico dell’United Nations Framework Convention on Climate Change. Utilizzando i meccanismi previsti dal protocollo di Kyoto sviluppiamo progetti per la riduzione della CO2 certificati secondo gli standard internazionali. Sarà Dnv a certificare il corretto avvio del progetto e a realizzarne il monitoraggio per tutta la durata”.
 
Il progetto, sviluppato in sinergia con il team di Carbon Sink, è sia in corso di validazione presso le Unfccc in ambito Clean Development Mechanism, sia validato secondo il Gold Standard. Questo genere di attestazione permette la generazione di crediti di carbonio certificati, spendibili sul mercato regolato e su quello volontario.

La conformità agli standard internazionali – aggiunge Andrea Maggiani, presidente del CdA di Carbon Sinkè indispensabile per garantire l’efficacia del progetto. La certificazione, infatti, assicura che ogni progetto apporti un reale contributo allo sviluppo sostenibile delle comunità locali. Inoltre, una volta effettuata questa prima fase, sarà virtualmente possibile ripetere l’operazione, diffondendo i sistemi di cottura a risparmio energetico nelle zone povere di tutto il Paese”.

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