Nel nostro Paese cresce sempre di più – attestandosi a un valore di 2734 esemplari –  il numero dei monumenti verdi (alberi secolari) riconosciuti e censiti dal Ministero dell’Agricoltura. E’ quanto merso nel corso del convegno “La tutela dei monumenti verdi tra beni culturali, paesaggio e ambiente”, che si è tenuto a Siena. Un incontro durante il quale ha visto la luce la prima bozza della Carta di Siena sulla tutela dei monumenti verdi, documento che contiene le linee guida per salvaguardare al meglio questo immenso patrimonio naturale costituito dagli alberi monumentali di cui l’Italia è particolarmente ricca.

Obiettivi della carta di Siena

La Carta di Siena costituisce, come si legge in una nota, “il punto di partenza per l’elaborazione di un quadro normativo sui monumenti verdi e, nello stesso tempo, un percorso da seguire per la gestione di questa ricchezza da parte della comunità locale e dei cittadini”.

Nel 2017 il primo monumento verde

L’input da cui sono partite le linee guida per la tutela degli alberi secolari trova le sue radici nel riconoscimento, da parte del Ministero dei Beni Culturali, del primo monumento verde nel 2017, ovvero la Quercia delle Checche in Val D’Orcia. Da quest’operazione si è poi proseguito nel percorso volto a considerare un monumento verde in modo analogo a una chiesa, un castello o un palazzo storico.

I punti principali del documento

  • La salvaguardia degli alberi di particolare pregio e rilevanza che costituiscono i “monumenti verdi” richiede l’instaurazione di un nuovo rapporto tra esseri umani e natura concepito nel contesto della ricerca di un nuovo approccio ecologico al diritto.
  • I monumenti verdi richiedono un nuovo rapporto tra esseri umani e natura, che superi il tradizionale approccio antropocentrico e si caratterizzi piuttosto per un approccio più equilibrato che promuova la ricerca di uno sviluppo umano in armonia con la natura.
  • I monumenti verdi sono espressione identitaria dei luoghi e dei paesaggi. La tutela dei monumenti verdi si inserisce nel quadro di riferimento normativo rappresentato dalla Carta Nazionale del Paesaggio adottata dal MiBACT nel 2017 che si pone come una strategia attuativa dei valori contenuti nell’articolo 9 della Costituzione. Il paesaggio è concepito come “bene comune”, come fattore essenziale per sviluppare senso di appartenenza ai luoghi e come strumento per lo sviluppo sostenibile delle comunità territoriali.
  • I monumenti verdi sono espressione del patrimonio culturale nell’accezione prevista dalla Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società del 2005, entrata in vigore nel 2011 e purtroppo ancora in attesa di ratifica da parte dell’Italia.
  • I monumenti verdi sono esseri senzienti in grado di percepire sensazioni fisiche e stimoli esterni in modo non dissimile dagli altri esseri viventi. La loro protezione diventa un imperativo morale prima che giuridico.
  • La salvaguardia e la valorizzazione dei monumenti verdi richiedono la partecipazione attiva dei cittadini e delle comunità territoriali di riferimento. La gestione degli alberi di particolare pregio naturalistico e culturale, riconosciuti come monumenti verdi, non può essere affidata solo agli enti statali e territoriali, ma l’attività di questi ultimi deve essere accompagnata da un coinvolgimento attivo delle comunità territoriali di tali luoghi, che di tale processo identitario e culturale sono momento iniziale e parte preminente.
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