Microgrid, perché non cominciare da un’isola

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Un progetto per “l’Elba sostenibile”. L’assessore provinciale alle Politiche ambientali ed Energia, Nicola Nista, sul nuovo numero di e7

La logica delle microgrid rappresenta uno dei futuri possibili in cui smart grid e generazione distribuita possono trovare un giusto bilanciamento tra fonti alternative, storage e reti. In quest’ottica presentare all’Europa un’isola di medie dimensioni in grado di rispettare il proprio habitat usando il più possibile energia pulita, nel rispetto della natura e senza sprechi, rappresenterebbe un bel primato ambientale e un sicuro richiamo turistico per l’Italia. In tal senso è già in corso un progetto per “l’Elba isola sostenibile” che vede coinvolti gli otto comuni dell’isola e a coordinamento la Provincia di Livorno, con cui è stato presentato un Paes corale all’Unione europea.  E7, il settimanale di QE, ne ha parlato con l’assessore provinciale alle Politiche ambientali ed Energia Nicola Nista.

“Il progetto ha l’obiettivo di portare l’Elba a diventare un’isola a zero emissioni. Gli otto Comuni elbani, con il coordinamento della Provincia di Livorno, si sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 al 2020 almeno del 30% rispetto al 2004, scelto come anno base di riferimento. Ciò si traduce in termini numerici in un abbattimento di circa 80.000 ton di CO2 al 2020 rispetto all’anno base”, spiega Nista.

“Come è logico il Paes è stato lo strumento che ci ha permesso di individuare il potenziale del territorio e fissare un obiettivo di riduzione delle emissioni climalteranti – aggiunge – il passo successivo sarà quello di sviluppare nel dettaglio il parco progetti dal punto di vista tecnico, così da valutare approfonditamente anche gli aspetti economico-finanziari. Nel Paes dell’Isola d’Elba sono contenute le valutazioni tecniche ma anche economico-finanziarie per un parco progetti di circa 20 milioni di euro d’investimento, la cui realizzazione è il primo step dal quale proseguire per rendere l’isola una comunità “smart”.

Rispetto al trasporto marittimo sappiamo come il combustibile navale sia inquinante e, per quanto il Mediterraneo non rientri ancora nelle aree protette sulle percentuali di zolfo nel fuel, i provvedimenti Ue sono a un passo. In tal senso, anche in considerazione del progetto Olt di Livorno, si è pensato di promuovere, come arcipelago toscano, il retrofit sul trasporto marittimo a Gnl ?

“La Provincia di Livorno e l’Autorità Portuale di Livorno stanno effettivamente predisponendo un progetto per poter impiegare il Gnl (disponibile dalla piattaforma Olt) nei traghetti”, sottolinea Nista. “Tale iniziativa sarà eventualmente considerata in fase di aggiornamento e di sviluppo di ulteriori programmi per rendere l’Elba sempre più indirizzata verso uno sviluppo sostenibile, nonostante la contabilizzazione delle emissioni di CO2 dovute al trasporto marittimo non sia oggetto del Patto dei Sindaci”.

Il Paes dell’Isola d’Elba include anche un progetto pilota per la mobilità sostenibile dei turisti che prevede la realizzazione di un sistema di colonnine di ricarica alimentate da pensiline fotovoltaiche e capaci di gestire i flussi di energia prelevati dalla rete e dall’impianto, che potranno essere utilizzati come punti di ricarica di mezzi elettrici (auto, scooter, biciclette a pedalata assistita) per il servizio di car/bike sharing o noleggio.

“In questo modo – spiega l’assessore –  il turista che intende dirigersi all’Isola d’Elba potrà lasciare la sua auto a Piombino e noleggiare al porto di arrivo il veicolo elettrico per spostarsi da un luogo a un altro; una volta a destinazione potrà lasciare l’auto presso le apposite pensiline, mettendola a disposizione di altri utenti. La gestione potrà essere garantita e facilitata da un sistema di monitoraggio in tempo reale che potrà tenere sotto controllo la posizione del veicolo, lo stato delle batterie e la produzione degli impianti FV sulla pensilina”.

Quanto alle attività che si pensa di promuovere sul territorio, “tutti gli otto comuni dell’Isola hanno contribuito all’elaborazione del Paes, all’interno del quale sono previsti interventi non solo di ambientamento energetico ma anche di sviluppo delle fonti rinnovabili locali e di mobilità sostenibile, che interessano il territorio”. Infine, per quanto riguarda i finanziamenti “attiveremo, con un lavoro di governance, i Comuni elbani e le Associazioni di categoria con la Regione Toscana per accedere ai finanziamenti regionali del FSR 2014-2020, candidando i progetti elaborati. Per quanto riguarda i finanziamenti europei costruiremo dei parteneariati pubblico-privato non appena usciranno i bandi relativi alle varie linee di finanziamento”, conclude.

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