Linee elettriche, l’energia del mondo

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Siamo andati al CIGRE di Parigi. Ritorna e7, il settimanale di QE

L’elettricità è la forza del mondo. Solo le aree industrializzate dispongono di energia, ma chi ne dispone ne ha sempre di più bisogno. Per rendersi conto che le cose stanno davvero così è sufficiente guardare una mappa luminosa del mondo e vedere come le zone luminose coincidono con le più evolute sul piano industriale. Centrale quindi il ruolo dell’energia e da qui l’urgenza di trasportarla, riducendone, il più possibile, lo spreco da una parte all’altra dei Continenti.

Di questo si parlato al CIGRE (International Council on Large Electric Systems), l’evento giunto alla sua 45esima edizione, che si è svolto a Parigi dal 24 al 29 agosto. Un denso momento di incontro tra esperti di tutto il mondo per condividere temi e problematiche e comprendere, soprattutto dove e come procedere, alla luce delle innumerevoli best practices.

Quest’anno – si sottolinea nell’articolo di apertura del nuovo numero di e7, che riprende le pubblicazioni dopo la pausa estiva – le Tso mondiali si sono concentrate sulla risoluzione delle problematiche sviluppate dalla generazione distribuita e hanno affrontato i quesiti sullo storage e sui modelli di mercato. Un confronto tra esperti mondiali del settore per capire con quali regole migliorare il sistema della rete e quindi la qualità della vita. Il tutto, arginando gli effetti negativi delle energie alternative che talvolta sembrano rappresentare una maledizione piuttosto che un vantaggio.

L’edizione di quest’anno ha visto per la prima volta la pubblicazione di due volumi, definiti “i libri verdi”, dedicati rispettivamente alle linee aeree e agli accessori dei cavi. Con queste pubblicazioni, il CIGRE intende realizzare una summa tecnologica rispetto i temi affrontati dai diversi gruppi di lavoro in cui è suddivisa l’organizzazione.

e7, nell’occasione, ha raccolto diverse testimonianze dei protagonisti.

“Il CIGRE è una realtà no-profit che non ha carattere politico” ricorda il presidente di CIGRE Italia, Massimo Rebolini “ma come riunione di esperti delle reti che, includendo in ambito di comitati nazionali la distribuzione, le università e la ricerca, ha un concreto impatto sul sistema”.

L’organizzazione prevede un presidente e un segretario generale. Ogni Paese che partecipa all’iniziativa ha un suo presidente nazionale che siede nel Cda. Viene poi nominato un presidente dei comitati dei diversi gruppi di lavoro, con un ruolo di rappresentanza e di collegamento con gli stessi.

“Il tesoriere viene designato tra noi ingegneri ed è coadiuvato da una società di revisione dei conti e dallo staff del CIGRE, che è l’unica parte della struttura retribuita oltre al segretario generale”, aggiunge Rebolini. “ Per il resto le nostre partecipazioni sono supportate dalle aziende o, in qualche caso, anche autonomamente. Tutti pagano una quota di iscrizione i cui proventi sono suddivisi per l’80% al CIGRE a Parigi, il resto viene distribuito ai comitati nazionali”.

Attualmente sono iscritti 58 Stati. “Quest’anno anche la Turchia è entrata nel nostro network, il che rappresenta un’ottima opportunità anche per l’Italia proprio per la posizione strategica di questo Paese. La Turchia è collegata con la Grecia, da cui è possibile interconnettersi con tutti i paesi presenti sul Mar Nero come la Romania. Inoltre la rete elettrica turca confina a nord con la Russia, la Georgia, il Caucaso, ma anche con il medio Oriente quindi Iran, Siria, Cipro. Abbiamo una forte presenza cinese e indiana. Mentre tra le grandi assenti di questa edizione posso dire che registro con timore la mancanza del presidente della Libia. Sono personalmente preoccupato, questa assenza mi fa pensare a un Paese allo sbando, considerando che già dallo scorso anno non hanno versato la quota di iscrizione”, spiega Rebolini.

“Inoltre ho rilevato l’assenza di tutti i paesi del nord Africa, Siria, Algeria, Iran che in precedenza partecipavano. Questo è un segnale grave, disertare una associazione non politica ma di tecnici come la nostra indica una totale distanza dalle tematiche mondiali”.

“La forza del CIGRE – aggiunge – è che al suo interno sono rappresentati tutti i transmission system mondiali americani, australiani, canadesi e anche università ed enti di ricerca. Inoltre ai comitati nazionali partecipano attivamente tutte le maggiori imprese mondiali del settore elettrico, le ditte dei singoli paesi e anche gli operatori di distribuzione. Diciamo che abbiamo una forza politica, ma suffragata dalle competenze tecniche in tutti questi settori.

In Italia “abbiamo diversi gruppi di lavoro che affrontano il problema dell’energia rinnovabile rispetto la gestione della rete elettrica e della generazione distribuita. Nel mondo accademico lavoriamo perché le università diventino  primo luogo di incontro tra le nostre menti e il resto del mondo. Abbiamo realizzato la “student membership CIGRE” per far accedere anche gli studenti di ingegneria in modo da preparali e stimolarli già con una visone globale. Crediamo molto nel potenziale di giovani leve istradate subito a pensare in ottica globale”, conclude.

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