Legambiente: sulla sponda lombarda del Lago Maggiore 5 punti su 7 inquinati

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Cinque punti su sette sulla sponda lombarda del lago Maggiore sono inquinati. E’ quanto emerso dai dati dei monitoraggi scientifici sulla sponda lombarda del Verbano di Goletta dei Laghi, campagna nazionale di Legambiente a tutela dei bacini lacustri italiani – in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont. Nelle analisi della Goletta dei laghi, come piega una nota di Legambiente, vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta (sosgoletta@legambiente.it).  La presentazione dei risultati delle analisi  è stato uno dei momenti di una più ampia tavola rotonda promossa dal circolo Legambiente di Varese. 

“L’obiettivo della Goletta dei laghi – spiega, come si legge in una nota, Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardianon è solo denunciare situazioni critiche per la qualità dell’acqua, ma anche stimolare un dialogo tra le diverse amministrazioni e le autorità di controllo in un’ottica di sistema. Il lago rappresenta già di per sé uno straordinario tavolo di confronto, che deve superare le mere competenze locali. La balneabilità delle acque e la gestione del territorio in nome della tutela degli ecosistemi lacustri e della biodiversità, devono essere considerati strumenti importanti per promuovere la qualità del territorio varesotto dando più forza anche a un turismo sostenibile”. 

“Le analisi di Goletta dei Laghi ci forniscono uno strumento utile per individuare le criticità di un sistema di gestione delle acque reflue, ancora troppo deficitario. – sottolinea nella nota Alberto Minazzi, coordinatore dei circoli del Varesotto di Legambiente – La situazione del Lago Maggiore, così come quella del Ceresio e del Varese, è frutto dei ritardi con cui in provincia di Varese si è dato corso alla costituzione dell’ATO e alla lentezza con cui i diversi gestori stanno mettendo in condivisione le infrastrutture per arrivare ad una amministrazione unica delle acque. Una situazione paradossale e imbarazzante che purtroppo riguarda non solo i laghi, ma anche i fiumi. Così, mentre sul Ceresio le amministrazioni comunali hanno trovato nell’unità di intenti un modello condiviso per proporre soluzioni per il risanamento delle acque, sul Maggiore da troppi anni si assiste all’inesorabile inquinamento dei torrenti Acquanegra, Monvallina, Bardello e Boesio, tutti affluenti del Verbano, che trasportano reflui non depurati anche dai comuni dell’entroterra”.

I risultati del campionamento di Legambiente nel lago Maggiore

In particolare in base alle analisi di Legambiente sono risultati “fortemente inquinati”  i campioni prelevati a Germignaga alla foce del canale adiacente il Lido Comunale, a Laveno Mombello presso la foce del torrente Boesio, a Brebbia alla foce del torrente Bardello e a Ispra alla foce del torrente Acqua Negra. Una situazione già confermata anche dalle precedenti rilevazioni. Ad Angera il torrente presso l’Oasi Bruschera ha cariche batteriche tali da descriverlo come “inquinato”, contrariamente agli ultimi due anni di monitoraggi che avevano attestato una parametri entro i limiti di legge. In linea, invece, con i parametri della normativa sono i campioni prelevati a Laveno Mombello sul lungo lago presso lo scarico Parabò all’altezza della spiaggia di Cerro, a Monvalle presso la foce del torrente Monvallina. 

 

Il monitoraggio delle microplastiche  

Nell’ambito della campagna Goletta dei Laghi è stato effettuato anche un monitoraggio delle microplastiche presenti nelle acque i cui dati, elaborati nei laboratori Enea, verranno presentati il prossimo autunno. I rilevamenti condotti nel 2016 – concentrati nella parte meridionale del bacino – avevano registrato nel lago Maggiore una densità media di oltre 39mila particelle per chilometro quadrato. “I campionamenti – si legge in una nota di Legambiente – si sono concentrati nella parte meridionale del bacino, individuando cinque stazioni per un totale di 7 calate della manta. La maggiore densità di particelle su chilometro quadro è stata riscontrata nel transetto tra Dormelletto, Arona e Angera, porzione del lago che subisce la presenza del torrente Vevera (che mostra una situazione d’inquinato cronico dalle analisi di Goletta dei Laghi, a causa di problemi di depurazione delle acque fognarie)”. La scorsa edizione dell’analisi aveva registrato, inoltre, la presenza media di 40.396 particelle per chilometro quadrato nelle acque di tutti i bacini esaminati, nonostante le loro diversità morfologiche ed ecosistemiche.

 

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