L’acqua e il tempo al centro della mostra di Andrea Santarlasci a Catania

L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 20 ottobre

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Una riflessione sulla città di Catania che pone al centro il tema del tempo e dell’acqua declinandolo da un punto di vista storico, ma anche metaforico. E’ questo il fil rouge della mostra, curata da Lorand Hegyi, “Lacrimae” dell’artista Andrea Santarlasci. Un’esposizione che è possibile visitare fino al prossimo 20 ottobre alla Galleria Collicaligreggi di Catania.

Catania, tra storia e leggenda

L’idea è quella di analizzare la storia di Catania affiancando all’analisi della realtà anche uno sguardo sulle sue leggende. Queste ultime in particolare vengono reinterpretate dall’artista come strumenti per veicolare valori universali dell’esistenza e questioni al centro di  dibattiti sui problemi del mondo contemporaneo.

Una riflessione sul luogo

Il progetto – spiega l’artista in una nota – nasce da una riflessione sul luogo. Dalla città di Catania è scaturita l’idea di affrontare ed interpretare i temi e le suggestioni che si intessono con il suo territorio, la storia e le leggende che riguardano i fiumi sotterranei, reali e mitici, acque invisibili, leggendarie, oscure o scomparse, che spesso divengono risonanze metaforiche e ci portano a riflettere e meditare su quesiti universali ed esistenziali dell’uomo, come il dolore e la morte. Valori opposti quali immobilità e scorrimento, colti simultaneamente in una compresenza, saranno ulteriori temi affrontati attraverso la sostanza dell’acqua che diviene, allo stesso tempo, metafora della morte e della vita”.

L’attenzione ai percorsi d’acqua del sottosuolo

I visitatori potranno ammirare anche la grande installazione site specific dal titolo “Sotto di noi, immobile scorre il tempo dell’acqua” (2018). Si tratta di un opera ispirata da due elementi. Da una parte i percorsi d’acqua del sottosuolo come l’Amenano, il Simeto e il lago Nicito, spesso deviati, sommersi o scomparsi a causa delle calamità naturali come terremoti e colate laviche che nei secoli si sono susseguite. Dall’altra i percorsi idrici immaginari o mitologici, come l’Aci ricorrenti nella narrativa classica.

Caratteristiche dell’opera

L’opera è composta da un pavimento di grandi dimensioni realizzato in legno eroso che si snoda lungo il perimetro dello spazio espositivo. In un punto è collocata una frattura, una sorta di voragine da cui emerge acqua scura. Un’acqua che potrebbe provenire da un fiume sotterraneo.

Le altre opere

Oltre all’installazione si possono ammirare le opere pittoriche in cui sono presenti parole scelte ed estratte da suggestioni letterarie che riguardano o sono legate a questo territorio. Tra queste anche la parola latina Lacrimae, da cui prende il titolo la mostra, presente nelle Metamorfosi di Ovidio.

Incontro con l’autore

Lo stesso artista e il curatore incontreranno il pubblico venerdì 21 settembre alle ore 17.30. 

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