L’Italia gioca una nuova “carta”. Nel 2016 fuori dal Trattato sulla Carta dell’Energia

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Il Segretario Generale Urban Rusnak commenta le possibili ripercussioni. È online e7

Era il 1994 quando cinquanta stati euroasiatici, reduci da oltre tre anni di negoziati, firmarono il Trattato sulla Carta dell’Energia, primo accordo multilaterale per la cooperazione internazionale in ambito energetico. Esattamente venti anni dopo, l’Italia ha notificato al depositario del Trattato sulla Carta dell’energia, la Repubblica del Portogallo, l’intenzione di ritirarsi dal Trattato. Nonostante l’uscita dall’accordo, che avverrà nel gennaio 2016, il Paese ha confermato l’intenzione di partecipare alla prossima conferenza ministeriale dell’Aia, durante la quale la Carta Europea dell’Energia del 1991 sarà aggiornata in una Carta Internazionale per l’Energia.

Su e7 Urban Rusnak, Segretario Generale della Carta dell’Energia, ha commentato le possibili ripercussioni di questa decisione, dicendosi “pronto ad assistere l’Italia e l’Unione Europea ad affrontare e risolvere tutte le preoccupazioni attinenti il ruolo del TCE e l’uscita dell’Italia dal Trattato”. Una “situazione di ‘lose-lose’”, come l’hanno definita gli avv. Sabine Konrad, International Investment Protection Expert (incl. ECT), e Carsten Steinhauer, Italian Energy Regulation Expert, dello studio di McDermott Will & Emery Studio Legale Associato, quella che vive – e forse vivrà – l’Italia.

“Se riusciamo a dimostrare che ne vale la pena, chiediamo a politica e a stakeholder di darci una mano per uscire da questa situazione di precarietà”. A parlare è Federico Testa, Commissario in carica dell’Enea, che nel numero sottolinea come, per la positiva evoluzione dell’Agenzia, occorra considerarla non entità scollegata alla realtà, bensì asset strategico per la politica.

Un settore, quello energetico, determinante anche per gli aspetti nevralgici dell’economia industriale e familiare dei cittadini, che, sottolinea Marina Varvesi di AISFOR, ha bisogno di iniziative come “SMART-UP per combattere la fuel poverty.

Non mancano in questo numero le FER: parliamo della scuola siciliana per i futuri manager russi e della varietà dell’approvvigionamento energetico nelle regioni. Chiudono il numero le consuete rubriche.

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