L’intelligenza? Arriva dalle città

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Aggregazione e semplificazione: oggi i centri urbano facilitano la vita del cittadino. RAEE, i “soliti ignoti” d’Italia. Torna M’illumino di meno con l’avanzata dei “guardiani della luce”. Online l’ultimo numero di e7

L’evoluzione delle città in chiave “smart” contribuisce a sviluppare una maggiore cultura dei cittadini verso comportamenti sostenibili ed efficienti, integrando le nuove competenze con le usuali abitudini. Nell’ultimo numero di e7 parliamo di come le infrastrutture e gli abituali luoghi di ritrovo, dalla ri­carica di carburante alla spesa, dall’acquisto in centri tipici della grande distribuzione alle realtà museali, stanno effettuando un’attività di educazione del consumatore verso un approccio sostenibile ed intelligente. Il tutto grazie alla semplificazione e alla messa a disposizione di tecnologie e comportamenti più efficienti: “I luoghi di aggregazione, come i supermercati, au­mentando la fruibilità, diventano anche spazi di edu­cazione per i cittadini, valorizzando un approccio meno accademico che, sappiamo, non sempre può raggiungere con efficacia alcune parti della popola­zione”, evidenzia Maurizio Carta, Professore del Dipartimento Architettura Urbanistica e Pianificazione Territoriale dell’Università di Palermo. In pratica la grande distribuzione, oltre ad assumere com­portamenti e tecnologie efficienti, semplifica l’approccio alle nuove tecnologie, pensiamo ai pannelli fotovoltaici di Ikea. Inoltre, vende prodotti green ed è sempre più attento all’ambiente: un esempio è Carrefour che quest’anno partecipa a M’illumino di meno, l’iniziativa dedicata al “silenzio energetico” di cui ci ha parlato Lisa Tropea della redazione di Caterpillar, Rai Radio2. La stessa distribuzione di carburanti sta cambiando, met­tendo a disposizione la ricarica elettrica e pensando anche ad un approccio multi-servizio, ne sono un esempio in Italia le stazioni di Total Erg.

E mentre assistiamo alla crescita di una filiera della sostenibilità, nel settore dei rifiuti la semplificazione, in particolare lo snellimento dell’iter burocratico, è solo invocata. Nel “tre domande a” Chiara Ferrari di Ipsos ci parla del valore socio-economico dei 33 milioni di dispositivi tecnologici abbandonati nelle cantine degli italiani. Inefficienza che tocca anche l’idrico italiano, il quale risente della carenza infrastrutturale e dell’inefficienza sul lato dei reflui, e che paragoniamo con le potenzialità del settore in Gran Bretagna derivanti dall’introduzione del Water Act 2014.

Chiudiamo con la best practice aziendale ABB, che nell’ultimo anno ha registrato una importante crescita, e le consuete rubriche.

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