L’Aie e 10 paesi partner testano i sistemi di risposta alle emergenze

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In che modo possiamo cooperare  per rispondere al meglio alle significative interruzioni di fornitura del petrolio? Questo il tema dell’Emergency Response Exercise (Ere), una due giorni in cui i membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia e quelli di altri dieci paesi partner si sono confrontati per cercare di migliorare le proprie competenze e affrontare nella maniera migliore le interruzioni dell’approvvigionamento energetico.

Basandosi sulle esperienze precedenti riferite all’Ere 2012, “i partecipanti dei paesi partner di Cina, India, Indonesia e Sud Africa, così come quelli di altri paesi provenienti da tre continenti diversi, hanno lavorato insieme ai delegati di governo e industria dei 29 paesi AIE, per esaminare il modo migliore per risolvere i problemi legati alle potenziali interruzioni delle forniture, in un processo che comprendeva tre diverse situazioni ipotetiche di emergenza.

Maria van der Hoeven, direttore esecutivo AIE, in apertura di conferenza ha ricordato, a partecipanti e osservatori, la crisi energetica degli 70, facendo anche notare che oggi molti paesi non OCSE sono vulnerabili agli shock petroliferi come membri dell’AIE. È in questo contesto – ha sottolineato la van der Hoeven – in questa quarta edizione dell’Ere in cui abbiamo i partecipanti di paesi membri e partner che, dobbiamo lavorare per trovare soluzioni”.

ERE – spiega una nota – sono capsones in continua sperimentazione per la formazione di risposte  efficaci nel caso si verifichino interruzioni delle forniture di petrolio. Tutti i paesi membri dell’AIE che sono importatori netti di petrolio – continua la nota – devono accumulare un valore di almeno 90 giorni di importazioni dell’anno precedente. Ma molti sostengono sia molto di più, con le riserve di quest’anno pari non solo circa 220 giorni di importazioni nette loro, ma a 44 giorni di consumo del totale globale.

Inoltre, l’Agenzia ha coordinatola liberazione da scorte petrolifere di emergenza dei paesi membri nel 2011, quando a causa della guerra civile libica si era interrotta la produzione. Mentre l’ERE indirizzata l’azione a breve termine, in caso di interruzione dell’approvvigionamento di petrolio. Ma occorre un più ampio  il lavoro – secondo l’Agenzia – che assicuri l’approvvigionamento  a breve e a lungo termine per tutte le forme di energia.

Arrivati alla conclusione di questi “esercizi”, il direttore dei mercati dell’energia e la sicurezza IEA, Keisuke Sadamori, ha detto che sono stati “due giorni molto interessanti in cui di sono svolte discussioni produttive” che, oltre ad approfondire la cooperazione tra paesi membri e non, hanno aiutato i partecipanti a valutare meglio le interruzioni di approvvigionamento e a familiarizzare con gli strumenti di emergenza IEA.

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