L’Emilia Romagna approva il Piano regionale per i rifiuti

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Riciclare il 70% dei rifiuti urbani entro il 2020 – organico, legno, plastica, vetro, metalli e carta – e diminuire del 5% gli scarti inviati in discarica. Ottimizzare gli impianti esistenti per ridurre la produzione pro-capite tra il 20% e il 25% e raggiungere il 73% di raccolta differenziata. Questi alcuni degli obiettivi del Piano regionale per la gestione rifiuti dell’Emilia Romagna approvato in Giunta lo scorso 8 gennaio.
La nuova strategia punta, soprattutto, sulla prevenzione e sulla preparazione dei cittadini il cui comportamento virtuoso sarà premiato secondo la logica del “paghi quando butti” con l’adozione della “tariffa puntuale”. L’obiettivo sarà generare meno scarti e differenziare e riciclare di più, in linea con la “gerarchia dei rifiuti” europea.
Maggiore attenzione, poi, alla Green Economy con l’industrializzazione del riciclo attraverso la promozione di Accordi di filiera volontari e con la valorizzazione dei rifiuti differenziati. Una crescita che sarà sostenuta dal fondo incentivante previsto dalla legge regionale 16/2015.
Contribuirà a questi obiettivo l’accordo per la gestione dei rifiuti urbani del termovalorizzatore di Forlì secondo il quale il Gruppo Hera dovrà dare accesso esclusivo al proprio impianto ai rifiuti urbani di provenienza regionale per 120.000 ton l’anno. Anche questo firmato l’8 gennaio, l’accordo “è coerente con gli obiettivi fissati dalla nuova legge regionale sui rifiuti“, dichiara in nota il  Presidente della Regione Stefano Bonaccini. Stando a quanto predisposto, l’azienda si impegna a mantenere invariate le quantità di sostanze emesse in aria.

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