L’economia green che c’è, ma non si vede

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Processo e assoluzione della geotermia. L’Italia mostra le proprie debolezze anche nell’efficientamento energetico. On line il nuovo numero di e7

È un processo alla geotermia quello a cui si assiste nel panorama italiano e che apre l’ultimo numero di e7. Due i fronti: da un lato le istituzioni e gli enti pubblici (come le ASL e le ARPAT), dall’altro i comitati cittadini e am­bientalisti. Nel mezzo, sedute, in stallo, le Regioni. Un grande potere decisionale, quello che impugnano, ma di cui non sembrano le vere padroni: “Le Regioni temono la risposta della cittadinanza e, spes­so, non riescono a superarne il dissenso. Visto il pano­rama attuale si potrebbe auspicare un maggiore potere decisionale di enti super partes dotati di tecnici formati e preparati”. Ad affermarlo Alessandro Sbrana, professore ordinario di Geotermia all’Università di Pisa, rappresentate del mondo della ricerca che, dice, deve sfondare questo “muro” dello scetticismo favorendo l’informazione e la formazione: “La geotermia viene attaccata perché inquinante, ma in realtà è una fonte rinnovabile: se usata correttamente, può dare risultati importan­ti. Si potrebbe uscire dallo stallo adoperando tecnologie a ciclo binario a impatto ambientale zero che, adottate a li­vello internazionale (ad esempio in Germania, vicino Fran­coforte e in Baviera, in pozzi profondi circa 4500 metri o in Nuova Zelanda dove è stato inaugurato un impianto da 100 MW), sono ancora assenti in Italia”.

Fanalino di coda nella geotermia, lo Stivale mostra le proprie debolezze anche nel campo dell’efficientamento energetico: “Il ruolo dell’Italia in questi sei mesi è stato dunque defilato, cosa che noi abbiamo criticato, perché il nostro Paese ha interesse a spingere su temi come l’efficienza energetica”, afferma Monica Frassoni, Presidente European Alliance to Save Energy. Nel Paese, inoltre, grande assente la figura del facilitator, ente super partes che potrebbe favorire il giusto coordinamento di enti locali, investitori privati, ope­ratori edili e Stato centrale: “nella diffusione del model­lo ESCo e nel promuovere la cultura dell’efficienza risiedono le sfide più grandi che abbiamo affrontato nel nostro primo anno di attività e ci stanno permettendo di raccogliere buoni risultati”, spiega Erika Honnay facilitator Belga del GRE Liege.

D’altro canto arrivano sprazzi di dinamicità: come l’avvio di ENACT, progetto comunitario finanziato nell’ambito del programma ERASMUS+ e cappeggiato da AISFOR, che vuole “costruire” la figura dell’Energy Auditor; oppure la vittoria di Kinexia con il premio per la sezione Green Economy nell’ottava edizione dello UK- Italy Business Award.

A bordo dell’aereo a energia solare di Solar Impulse arriviamo alle consuete rubriche “Visto su” e le “Tecnonews” di CanaleEnergia.

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