Jim Yong Kim: i cambiamenti climatici porteranno instabilità

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Un “mondo spaventoso” di instabilità globale è ciò che ci aspetta a meno che i governi non affrontino la minaccia del cambiamento climatico provocato dall’uomo”. Con queste parole, riportate sulle colonne del Financial Times, il Presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, ha commentato i risultati del terzo sugli impatti del cambiamento climatico che l’ente ha commissionato al Potsdam Institute for Climate Research Impact e Climate Analytics.

Il Presidente inoltre, ha tenuto ha sottolineare che, il recente accordo tra USA e Cina sulla riduzione delle emissioni entro il 2020, nonostante si a un enorme passo avanti, da solo non è sufficiente a fermare l’innalzamento delle temperature globali.

“I dati sono allarmanti”. Se si vogliono ridurre le emissioni di CO2, prodotte dalla combustione di combustibili fossili, si deve intervenire in maniera più dura altrimenti, c’e il rischio che alcune delle colture più importanti periscano a causa di condizioni atmosferiche estreme. Il risultato di questi cambiamenti climatici sarebbe causa di scenari “apocalittici” : “i rendimenti di soia in Brasile potrebbero ridursi fino al 70 per cento, mentre i raccolti di grano potrebbero scendere di ben il 50 per cento entro il 2050 se le temperature medie globali salgono a 2 gradi Celsius rispetto ai livelli pre-industriali.

Inoltre, “In un mondo di 4 gradi più caldo – chiarisce il rapporto – le condizioni di calore estreme interesserebbero dal 70 all’ 80 % della superficie terrestre, colpendo zone come Medio Oriente e Nord Africa, dove già le popolazioni sono alle prese con la scarsità di acqua. In Asia centrale e nei Balcani occidentali, lo scioglimento dei ghiacciai e i cambiamenti nella tempistica dei flussi idrici porterà a forniture di acqua inferiori nei mesi estivi e alti rischi di inondazioni torrenziali”.

Dal punto di vista asociale – viene affermato nel rapporto – si potrebbero verificare sconvolgimenti,come la primavera araba, a causa dell’impatto che questi cambiamenti avrebbero sui prezzi in particolare, su tutta la zona del Medio Oriente ed il nord Africa, perché le colture sarebbero colpite da grandi siccità o altri eventi estremi. I risultati – ha detto Jim Yong Kim – devono essere trattati con cautela. Il caso della primavera araba indica che estremi legati al clima e ai meccanismi di mercato insieme possono avere gravi implicazioni per la sicurezza alimentare quindi, rappresentano una seria preoccupazione”. I cambiamenti metereologi – ha rincarato il presidente, ricordando le nevicate che hanno colpito New York insieme all’innalzamento delle temperature australiane – stanno già interessando milioni di persone”.

“Questi cambiamenti aumentano il rischio di instabilità e rendono difficile ridurre la povertà, mettendo a rischio la sussistenza di milioni di persone. Questo – ha concluso , Jim Yong Kim – porterebbe gravi conseguenze per lo sviluppo dei bilanci anche per le istituzioni come la Banca Mondiale.

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