Isole smart: dall’Europa all’Africa verso un modello condiviso

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Il convegno “Greening the islands” e i progetti pilota per le microgrid nelle isole. Ma anche chimica verde e rinnovabili “made in Italy” che sbarcano in Brasile. Questo e altro sul nuovo numero di E7, il settimanale di QE, online oggi

Trasformare le isole in realtà smart, autonome e sostenibili nel reperimento delle risorse primarie come energia ed acqua. Desalinizzazione, integrazione delle rinnovabili, recupero idrico: questi i temi al centro del convegno “Greening the islands” (organizzato da Lets’Agreen Network a Pantelleria nei giorni scorsi) a cui E7, il settimanale di QE, dedica la focus story di questo numero.

Da Stromboli a Mallorca fino a Capo Verde, Europa e Africa guardano allo sviluppo delle microgrid sviluppando soluzioni tecnologiche differenti e progetti pilota per rispondere alla esigenze peculiari dei singoli territori. Ma perché il sistema, piccolo o grande che sia, si evolva si devono ascoltare in modo olistico le diverse necessità espresse integrandole in un ecosistema più grande.

In questo contesto le interviste video a Maria Antonia Moreno Ceron, d.g. Industria ed Energia del Governo delle Isole Canarie, e Anthony O. Ighodaro, African Renewable Energy Alliance, raccontano le esperienze maturate dai propri Paesi. Dall’Africa all’Europa, il denominatore comune sta nell’attenzione al “sistema” la cui progettualità deve essere di carattere internazionale o quantomeno pensata in scala a livello continentale.

Di questo avviso è anche Giuliano Monizza, vicepresidente di Anie Energia, che nel suo commento scrive: “Servono pochi modelli di mercato che portino sviluppo e non 28 modelli come il numero dei Paesi europei”.

Nel numero in uscita oggi si parla anche di chimica verde e bioraffinerie in un’intervista a Luca Lazzeri del Cra-Cin, il centro di ricerca per le colture industriali di Bologna che coordina il progetto “Valso” finanziato dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Lo scopo del programma triennale è quello di creare un sistema integrato di tecnologie per la valorizzazione dei sottoprodotti per la filiera del biodiesel quali la glicerina e le farine disoleate. Inoltre Lazzeri, che è anche il presidente del comitato scientifico di Chimica Verde Bionet, parla anche del progetto “Extravalore”, anche questo dedicato ai sottoprodotti della filiera del biodiesel, i cui risultati saranno presentati – insieme a quelli di “Valso – nei prossimi giorni a Ecomondo-KeyEnergy.

“Speriamo che i progetti passino e rimangano non solo le singole esperienze o risultati – dice Lazzeri – ma soprattutto le linee guida e l’approccio di bioraffineria”.

Parla di un’esperienza d’Oltreoceano, invece, l’intervista fatta ad Alfredo Cestari, presidente dell’omonimo gruppo, che in Brasile ha esportato la tecnologia made in Italy mettendola a servizio delle Telco del Paese. Il gruppo salernitano, infatti, oggi conta nel Paese sudamericano tre uffici e una struttura con competenze tecniche e costruttive in loco. Oltre a una commessa per Tim Brasile, infatti, la società ha operato anche per la Coppa del Mondo e sta lavorando con le istituzioni locali per l’elettrificazione di 56 isole nel nord del Paese.

Infine, un servizio dedicato al convegno di presentazione del progetto Eureka con gli interventi, tra gli altri, di Giorgio Riuscito (direttore di Orizzontenergia) e Federico Testa (commissario Enea). Come di consueto il numero presenta le rubriche tra cui quella dedicata agli Ege con l’intervista a Maurizio Cusano energy manager presso i comuni di Guidonia Montecelio, Palombara Sabina e Aprilia.

Leggi l’ultimo numero “Reti e isole, tutto il mondo è paese

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