Innovazione, dal plasmix nuova energia

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Arriva dal Centro Sviluppo Materiali (Csm) l’ultima novità in materia di valorizzazione a fini energetici di materiali di scarto. Il centro, insieme a Conai e Corepla, ha presentato oggi i risultati dell’innovativa sperimentazione del processo di gassificazione a partire dal plasmix (leggi l’intervista su e7). Si tratta di materiali estremamente eterogenei residuali del processo di selezione degli imballaggi in plastica che, una volta privati di tutte le frazioni che possono essere indirizzati al recupero di materia mediante riciclo meccanico, conservano un potenziale energetico confrontabile con quello sviluppato da alcuni combustibili fossili, come ad esempio il coke.

Le prove sperimentali condotte al Csm di Castel Romano (Roma) su un impianto pilota di gassificazione da 100 kg/ora, hanno consentito di sviluppare una tecnologia innovativa (oggetto di brevetto) specifica per il plasmix per ricavarne un gas di sintesi (syngas) adatto a produrre energia. La soluzione sviluppata si basa su un tamburo rotante, tecnologia già ampiamente utilizzata per il trattamento di rifiuti speciali, e su elementi innovativi di immissione ottimizzata di agenti ossidanti (aria e ossigeno) lungo il reattore. Il syngas prodotto è risultato idoneo per l’utilizzo nella produzione combinata di energia elettrica ed energia termica in impianti dedicati, modulari, di piccola-media taglia, ad alta efficienza energetica e basso impatto ambientale.

Stando ai risultati della ricerca, il livello di rimuneratività è interessante anche considerando il solo recupero di energia al netto di eventuali incentivi statali, per questa ragione è stato realizzato il progetto di base di un impianto industriale in grado di trattare 4 tonnellate all’ora di plasmix.

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