India, verso la smart grid tra presente e futuro

19

La smart grid in India è agli inizi ed è già stato dato il via a grandi reti di distribuzione come super grid, i cui cantieri sono al lavoro per connettere le aree di produzione energetica con il resto del Paese. È il momento per cominciare a pensare alla distribuzione. Questi i temi centrali della India Smart Grid Week che sta avendo luogo a Bengaluru (2-6 c.m.) su cui lo Smart Grid Coordination Group, organizzatore e fautore dell’evento patrocinato dal Ministero dell’Energia e delle Rinnovabili indiano, intende coinvolgere le utility nazionali. “L’obiettivo è fare cultura di settore, fugando i dubbi più disparati e alfabetizzando l’audience ad affrontare questa nuova sfida nel modo migliore” spiega Reji Kumar Pillai, ceo ISGF.

Un incontro tra presente e futuro sta avendo luogo qui a Bengaluru, che vede una grid da implementare, partendo dal know how già realizzato e testato in altri paesi. Molti i dubbi delle utility e molta l’attenzione delle figure ministeriali presenti alle domande ed alle necessità esposte dal parterre composto da industria locale e utility. “La vostra fortuna è che avete ancora una regolazione tutta da scrivere in merito e ci auguriamo che possiate fare tesoro delle esperienze realizzate prima delle vostre per non limitare la tecnologia con essa ma per aiutarne l’implementazione” sottolinea Ravi Seethapathy esponente del Cigre.

Il Governo ha le idee chiare. Devendra Chaudhry, Special Secretary Minister of Power of India lo ha detto senza mezzi termini nel corso della sessione di apertura: “Vogliamo implementare le rinnovabili non in quanto green, ma perché ne abbiamo economicamente bisogno e abbiamo le potenzialità per ottenere molta energia da loro”. Non solo solare, anche l’eolico è centrale per lo sviluppo della rete del Paese: Chaudry segnala che l’India è la quarta nazione per potenzialità ventosa.

Implementare la produzione, quindi, ma non solo: “Abbiamo bisogno di una catena del valore completa, dalla generazione alla distribuzione per poi arrivare ai consumatori. Il nostro apparato è instabile abbiamo necessità di controllarlo meglio e la sfida delle rinnovabili ci servirà per capire quale sia il modo migliore per integrare il sistema e gestirne i picchi”.

Le necessità le conosciamo, sono le stesse della “vecchia” Europa, efficienza di sistema, controllo dei picchi etc. Lo scoglio più grande, come ovunque, è quello culturale, forse poter iniziare a costruire una rete partendo già con questi presupposti permetterà alla nazione di raggiungere più velocemente il break event, glielo auguriamo.

Da sinistra: Reji Kumar Pillai, ceo ISGF, Devendra Chaudhry, Special Secretary Minister of Power of India, e Richard Schomberg, EDF Group.
Print Friendly, PDF & Email
CONDIVIDI
Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE e direttore editoriale del Gruppo Italia Energia.