India ovvero quando la smart grid è una necessità

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e7280x165 20140416Il sistema di alimentazione elettrico indiano è il quarto più grande del mondo, con una capacità installata di 235 GW. La sincronizzazione della rete elettrica regionale del sud con il resto del Paese, nel gennaio 2014, ha fatto sì che l’India sia ad oggi la più grande rete sincrona al mondo con 3.280.000 Sq.KM coperti e circa 200 milioni di consumatori.

Per monitorare la situazione del settore elettrico, il Governo ha avviato in una iniziativa di partenariato pubblico-privato l’India Smart Grid Forum. Una vera e propria sfida. E7 ne ha parlato con il presidente, Kumar Raghavan Pillai Reji, che ha partecipato come relatore allo Smart International Forum, organizzato da Gruppo Italia Energia, che si è svolto lunedì scorso a Roma. Sul nuovo numero del settimanale di QE, un dossier con resoconti, interviste e video delle tavole rotonde.

Crescita imponente

“Il settore della distribuzione è caratterizzato da perdite molto elevate sulle reti T&D – circa il 26,5 % a livello nazionale (circa 40 % in molti Stati) e quasi 79 milioni di famiglie non hanno accesso all’elettricità”, sottolinea Pillai Reji.

“Il mercato è in gran parte dominato dalle utility, in quanto nel settore il privato è circa il 27% nella generazione, 1% nella trasmissione e circa il 5% della distribuzione. Ampie aree del Paese vivono interruzioni di corrente per diverse ore ogni giorno e i consumatori sono costretti ad impiegare storage o strutture di generazione locale. Questo fa sì che la qualità dell’alimentazione sia scarsa, mentre i consumatori richiedono stabilizzatori di tensione, usando UPS e quant’altro”. “Il nostro sistema di generazione – aggiunge – è raddoppiato negli ultimi dieci anni, ma il consumo procapite è circa un quarto della media mondiale. La domanda stimata entro il 2032 è di circa 900 GW, il che significa che la necessità del sistema di alimentazione è quasi di quadruplicare la capacità esistente nei prossimi 15-20 anni. Una rete di simili dimensioni che cresce a questo ritmo richiede sistemi più intelligenti”.

La risposta del Governo.

“L’India sta affrontando diverse sfide legate all’innovazione della sua infrastruttura – spiega – e lo sta facendo ponendosi obiettivi legati al mondo smart per aumentare la visibilità e il controllo dei flussi di potenza in tempo reale, prevedendo una transizione verso città intelligenti e un’economia a basse emissioni di carbonio. “A cominciare da un programma di integrazione di energie rinnovabili in rete, tra i più ambiziosi al mondo, il che comporta inevitabilmente la necessità di gestire una distribuzione intermittente con sistemi di smart grid.

Altro grande obiettivo è introdurre in forze la mobilità elettrica per cui si è fissato un primo step di 6 milioni di veicoli elettrici (EV) entro il 2020. La riduzione delle perdite T&D è poi la priorità assoluta sia del Governo sia della rete di servizi”.

“Quindi, le reti intelligenti sono una necessità per l’India piuttosto che un lusso”, dice ancora. “Lanciato nel 2009, il programma di ristrutturazione accelerata per lo sviluppo e la riforma della generazione elettrica (R-APDRP) è una delle più grandi inziative al mondo di rinnovo in ambito IT svolta dalle utility elettriche. Con un unico programma integrato, tutte le utility di cui lo Stato è proprietario stanno portando avanti la costruzione di infrastrutture IT, applicazioni e automazioni di sistema. Le Smart grid rappresentano il prossimo step per raggiungere i nostri obiettivi di continuità energetica, le basi poste dal programma RAPDRP sono molto consistenti e possono essere una leva importante per il successo dell’ implementazione delle smart grid a cui stiamo puntando”.

Le priorità del piano indiano

“L’India Smart Grid Forum (ISGF) è stato predisposto dal ministero dell’Energia (MoP). Il Governo indiano in questo modo ha realizzato una struttura che potesse assistere il ministero nello sviluppare velocemente quanto necessario per realizzare le smart grid. Tra le sue prime mansioni l’ISGF, in sinergia con il ministero, ha realizzato nell’agosto del 2013 un documento in cui indicava sia la vision del Governo Indiano sulle smart grid che la road map da seguire in linea con i must del Governo di “accessibilità, connettività e disponibilità per tutti”.

“La vision dell’India sulle Smart grid – aggiunge – si può sintetizzare in “Trasformare il settore energetico indiano in una rete sicura, un ecosistema sostenibile e digitale abilitato che fornisce con affidabilità energia e per tutti con la partecipazione attiva delle parti interessate. Ci siamo dati come primo obiettivo target il 2017”.

“Sarà lanciata a breve la “National Smart Grid Mission” che avrà il compito di coinvolgere tutti gli stakeholder e renderli parte attiva e partecipe alla road map. Il ministero ha deciso di puntare su 14 piloti coinvolgendo diverse utility e produttori che serviranno da benchmarck e case study per i lavori su larga scala. Il costo previsto di queste attività si aggira intorno agli 80 milioni di dollari americani, di cui il 50% delle spese lo sobbarcherà lo stesso Governo. Attualmente i progetti sono in fase di gara. La maggior parte di questi coinvolgono dai 20.000 utenti in su”.

Interoperabilità

“L’interoperabilità è certamente la sfida più grande e diverse organizzazioni e forum come il nostro stanno lavorando in modo sinergico per sviluppare un approccio condiviso all’interoperabilità e raggiungerne uno internazionale. Se guardiamo alla nostra storia, ci rendiamo conto di quante volte le utility si siano trovate in passato a dover forzosamente rivolgersi agli stessi fornitori proprio perché avevano utilizzato in prima battuta dei software chiusi e non interoperabili, magari anche legiferati in ritardo. Ora a partire dal primo approccio di standard dato dal Grid Wise Architectural Council (GWAC) americano per poi passare per i lavori di gruppi come IEC, IEEE e l’European Standards Organizations (CEN/CENELEC/ETSI), stiamo tutti lavorando per risolvere questa che è la sfida centrale dei sistemi interconessi intelligenti”, conclude.
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