Gli effetti negativi dell’inquinamento si ripercuotono anche sul Taj Mahal, famoso edificio situata ad Agra nel nord dell’India. A causa della cattiva qualità dell’aria la struttura ha perso i suoi colori brillanti, tonalità che andavano dal bianco all’oro al rosa e ha assunto una tinta giallastra. Questa situazione ha portato la Corte suprema dell’India a menzionare lo scorso luglio l’ipotesi di una demolizione nel caso in cui non si riesca a effettuare un restauro adeguato.

Colori più scuri

Se da una parte il processo di ossidazione è un fenomeno normale per il marmo, materiale di cui è fatto l’edifico, dall’altra questo elemento non è sufficiente a spiegare lo stato di deterioramento facendo salire sul banco degli imputati proprio l’elevato tasso inquinamento dell’aria nelle città indiane e i fenomeni ad esso connessi come le piogge acide. 

Città indiane e inquinamento 

Quella dell’inquinamento nelle città indiane è una questione centrale. Basti pensare che solo nel 2017 Nuova Delhi ha registrato un valore di 1.000 µg di PM 2,5 per m3 di aria. Il valore limite fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è inferiore ai 25 µg/m3.

Una situazione ancora recuperabile

Secondo gli esperti c’è ancora tempo per intervenire. Il modello virtuoso da seguire sarebbe in particolare quello della cattedrale di St Paul a Londra, che è fatta di pietra porosa come il Taj Mahal. In questo modo si era ottenuto un miglioramento grazie alla riduzione in atmosfera del biossido di zolfo. 

Print Friendly, PDF & Email