Il 5 dicembre è la Giornata Mondiale del Suolo. Si tratta di un’iniziativa volta a far riflettere sul valore di una risorsa preziosa e non rinnovabile che l’uomo deve cercare di tutelare nella maniera più opportuna. In occasione di questa ricorrenza Federchimica, Assofertilizzanti e CREA, in collaborazione con UNIBO, UNITE e le società scientifiche SISS, SICA e SIA hanno organizzato un seminario di approfondimento sulle tematiche connesse all’uso sostenibile dei fertilizzanti per la sicurezza alimentare. Ad ospitare l’evento, in programma dalle 9:00 alle 13:00, sarà la sede della Società Geografica Italiana a Roma. Scarica il programma

Obiettivi dell’evento

L’iniziativa punta a promuovere la riflessione su un tema caldo, di cui l’opinione pubblica non conosce abbastanza le implicazioni in ambito sostenibilità ambientale. Se da una parte, infatti, i cittadini sono abituati a contare su una disponibilità illimitata di suolo e di cibo senza porsi troppe domande, dall’altra sono vittime di luoghi comuni e disinformazione.

“Chimica non è sinonimo di veleno”

Chimica non è sinonimo di veleno – spiega ad esempio in una nota Anna Benedetti, dirigente di ricerca CREA, presidente SISS e National Focal Point della Global Soil Partnership FAO – tutti gli organismi viventi sono basati sulla chimica, tutte le reazioni metaboliche che avvengono in un organismo vivente sono chimica, nel suolo abbiamo i processi che regolano i servizi ecosistemici che si basano su processi chimici.  È impensabile non fertilizzare un suolo da destinare ad agricoltura, nel lungo periodo porterà alla perdita della fertilità e della produttività stessa, compromettendo quindi sia la possibilità di avere cibo sufficiente sia la biodiversità definita come il capitale naturale pro capite”.

Qualche numero

Ma vediamo qualche numero relativo al suolo. Si tratta di una risorsa fondamentale per l’uomo da cui  dipende oltre il 95% della produzione di cibo. Inoltre, nel mondo, per formare 1 cm di suolo fertile, sono necessari dai 100 ai 1000 anni a seconda del clima, del substrato litologico (cioè della roccia sottostante al suolo), dell’impatto antropico. Secondo la FAO, infine, se da oggi, a livello mondiale, si iniziasse a praticare una gestione sostenibile del suolo, si otterrebbe un incremento del 56% delle produzioni, a fronte di una popolazione che nel 2050 sarà aumentata del 60% rispetto all’attuale.

Una gestione sostenibile dei fertilizzanti

In un contesto di questo tipo è fondamentale un approccio sostenibile all’uso dei fertilizzanti. Una modalità operativa in grado di “tutelare l’ambiente e l’agricoltore, ma al tempo stesso assicurare rese elevate e risparmi energetici ed economici”.  “Il suolo – sottolinea in nota Giovanni Toffoli, Presidente di Federchimica Assofertilizzanti è una risorsa indispensabile e va lavorato e coltivato senza depauperarlo. Per questo è necessario reintegrare gli elementi nutritivi che vengono consumati. I fertilizzanti sono fattori fondamentali per nutrire la terra e per ottenere raccolti di qualità. Prendersi cura della terra e dell’ambiente che da essa trae vita è il principale monito che guida il pensiero e l’agire della nostra associazione.”

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