Bottiglie e contenitori di liquidi, sacchetti, cassette di plastica o di polistirolo, contenitori per alimenti in plastica sono i maggiori inquinanti del mare, seguiti da mozziconi e filtri per le sigarette. I rifiuti spiaggiati nei 5 bacini marittimi sono in materiale plastico per il 68,1%, carta 15,1%, attrezzature da pesca 6,5%, vetro e ceramica 6,2%, metallo e alluminio 4,1%.

A confermarlo le oltre 50.000 segnalazioni dei Guardiani della Costa, i 5.700 studenti e 600 docenti dei 156 istituti superiori di secondo grado che nell’ultimo anno hanno partecipato al progetto di citizen science promosso da Costa Crociere Foundation con la collaborazione del MIUR.

Un anno di rilevazioni

Per effettuare le rilevazioni sono 2.610 i km di costa “adottati” da ogni scuola, equivalenti a un terzo del totale dell’estensione delle coste naturali della Penisola. Le misurazioni sono state eseguite tramite l’App di Guardiani della costa e validate dagli esperti OLPA, che le hanno condesante in mappe tematiche. 108 scuole hanno sottoscritto la convenzione per la partecipazione dei propri studenti attraverso un progetto di alternanza scuola-lavoro.

Gli effetti dell’inquinamento

Cementificazione delle coste, degradazione dei fondali e delle spiagge, diminuzione delle risorse ittiche sono i principali effetti negativi dell’inquinamento antropologico emersi dal monitoraggio. Interessante, poi, la fotografia degli organismi marini e della vegetazione rinvenuta sulla spiaggia: sono stati segnalati spiaggiamenti di mammiferi marini e tartarughe marine oltre a specie protette o poco comuni (come dattero di mare o doglio) e aliene (tra cui il pesce pappagallo di origine atlantica). Un lavoro che mostra l’importanza delle segnalazioni dei cittadini per l’aggiornamento delle mappe di distribuzione delle specie invasive.

La seconda edizione

Il progetto sarà riproposto per l’anno scolastico 2018-2019 e si focalizzerà sull’inquinamento da micro/macroplastiche. Nuovo partner scientifico il Laboratorio Biodiversità e Servizi Ecosistemici del Centro Ricerche Ambiente Marino Santa Teresa di ENEA.

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